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C’è più tempo per saldare i debiti con il fisco. Cartelle spalmate fino a 120 rate

AGI –  Diventano più lunghi i tempi per poter saldare i debiti con il fisco, la rateizzazione delle cartelle esattoriali viene spalmata fino a 120 rate per chi ha difficoltà a pagare. Le cartelle inoltre andranno notificate non oltre il nono mese dalla presa in carico. Oggi il governo ha posto un nuovo tassello della riforma fiscale avviata lo scorso anno con l’approvazione in Cdm dell’esame preliminare del Decreto legislativo sulla riscossione. Mentre è passato in via definitiva il provvedimento che mette mano ai giochi on line.

Su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di “obiettiva difficoltà l’Agenzia delle entrate-riscossione concede un’ulteriore dilazione dalle attuali 72 rate mensili, passando: nel 2025 e 2026, fino a 84 rate mensili; nel 2027 e 2028, fino a 96; nel 2029 e 2030, fino a 108. Dal 2031, si valuterà la possibilità di concedere 120 rate mensili. Il ‘fisco amico’, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, passa anche dalla “rateizzazione dei debiti tributari, dando la possibilità ai contribuenti di poter pagare, tutto, ma in tempi congrui”.

Non solo. Le quote affidate all’Agenzia delle entrate-riscossione, “a decorrere dal 1 gennaio 2025 e non riscosse entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di affidamento” verranno “automaticamente discaricate” dal magazzino della riscossione secondo quanto stabilito con un apposito decreto del Mef. Decorsi i 5 anni le somme non saranno stralciate, ma l’ente creditore potrà mettere in campo tre differenti soluzioni: gestire in proprio la riscossione coattiva delle somme scaricate; affidarla in concessione a soggetti privati mediante gara pubblica; riaffidarla all’Agenzia entrate e riscossione per 2 anni nel caso in cui l’ente creditore venga a conoscenza di nuovi e significati elementi reddituali del debitore.

 

“Il governo continuerà a lottare contro i furbetti, mentre c’è tutta la volontà di aiutare chi vuole pagare ma è impossibilitato a saldare per intero il proprio debito con il fisco. Per questo aiuteremo i contribuenti aumentando la rateizzazione massima, che passerà gradualmente da 72 a 120 rate”, spiega il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo. Che poi sottolinea l’importanza di: “Snellire l’attuale magazzino di debiti fiscali, attualmente a 1.200 miliardi; evitare che in futuro se ne crei un altro della medesima entità; rendere la riscossione più veloce ed efficiente, in linea con i principali Paesi europei”. 

 

 A decorrere dal 1 gennaio 2025 le Entrate assicureranno “la salvaguardia del credito con un tempestivo tentativo di notificazione della cartella di pagamento”, non oltre “il nono mese successivo a quello di affidamento del carico” oppure “nel più ampio termine che consegue dalle norme di legge che disciplinano gli effetti di eventi eccezionali”.

 

Un decreto del Mef inoltre disporrà la costituzione di una commissione per l’analisi del magazzino in carico all’Agenzia che dovrà proporre soluzione legislative per provare a svuotarlo. La commissione sarà composta da un presidente di sezione della Corte dei conti, anche a riposo, e da un rappresentante, rispettivamente, del Dipartimento delle finanze e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Mef.

 

Critico sul provvedimento il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Avs Angelo Bonelli: “La cancellazione automatica delle cartelle non riscosse entro 5 anni rappresenta un incentivo al mancato pagamento e una profonda ingiustizia nei confronti di chi, nonostante le difficoltà, sceglie di adempiere puntualmente ai propri doveri fiscali”.

 

Capitolo giochi on line, tema del Dlgs approvato in via definitiva. Stop all’utilizzo del contante per i giochi online come misura antiriciclaggio. Chi vorrà ricaricare più di 100 euro cash dovrà necessariamente utilizzare strumenti elettronici di pagamento tracciabili e sicuri. Vengono aumentati inoltre gli importi richiesti ai concessionari del sistema dei giochi pubblici a distanza, per operare in Italia dovranno pagare tre canoni – una tantum, annuo e fee – il valore delle concessioni viene cosi’ portato ai corretti livelli di mercato. Disposto anche il rinnovo della gara del lotto, nel 2025, passando da una base d’asta di 700 milioni a 1 miliardo di euro. 

 

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