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Elly Schlein contro le “mancette” contenute nella manovra

AGI – Il golf club di Asiago, il campo di rugby in provincia di Cuneo e, su tutti, i “Misteri di Santa Caterina”. Sono alcune delle “mancette” che il Partito democratico segnala nella manovra del governo arrivata in Aula al Senato per l’avvio della discussione generale. Un passaggio che i dem hanno voluto sottolineare con una conferenza stampa che ha visto riunito un bel pezzo di gruppo dirigente, inclusa la segretaria Elly Schlein.

Avevamo proposto al governo di rinunciare alle mancette elettorali“, spiega Schlein: “Ci sono state piazze piene il 25 novembre, dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, e solo ieri ci sono stati altri due femminicidi. Davanti a una emergenza quotidiana quella mobilitazione del Paese ci dovrebbe dire qualcosa. Abbiamo chiesto alla maggioranza di fare qualcosa. Non c’è stato niente. C’è stato invece un milione e mezzo al golf club di Asiago”, aggiunge la segretaria scorrendo l’elenco messo a disposizione dal gruppo dem al Senato. Vi si legge, tra le altre cose, che per la costruzione dei nuovi spogliatoi del campo multifunzionale di calcio e rugby di Possano, in Piemonte, sono stati stanziati 400 mila euro. Oppure che per le opere del laghetto di sci nautico di San Gervasio Bresciano sono previsti seicentomila euro nel 2025. Un contributo di 55 mila euro l’anno per due anni è destinato, invece, alla “Associazione antichissima rappresentazione misteri di Santa Cristina”.

Il tutto, sottolineano i dem, a scapito delle proposte avanzate dal Partito Democratico sui libri di testo gratuiti, l’incremento del fondo affitti, i congedi di maternità e molto altro. Il dato peggiore, rileva la segretaria del Pd, è che il governo ha rinunciato agli investimenti nella sanità pubblica, sulla quale il Pd chiedeva “di mettere quattro miliardi in più per favorire le assunzioni e ridurre in tal modo le liste d’attesa”. Il governo, invece, sembra voler andare in un’altra direzione, osserva la segretaria Pd: “Sta smantellando la sanità pubblica. Il modello di Meloni è che il ricco salta la lista d’attesa e va dal privato. Il povero rinuncia a curarsi”.

Pensioni e salario minimo

“Questa è una manovra che colpisce le pensioni, tagliandole al pubblico. Colpisce le pensioni delle donne, alle quali hanno pure aumentato l’Iva sui pannolini e gli assorbenti”, continua la leader dem che continua: “Sul diritto allo studio non c’e’ nulla. Non c’e’ nulla in questa manovra per affrontare l’emergenza climatica e ambientale. Mi domando dove pensano di portare questo paese” con “i tagli alle pensioni, alla sanità e il taglio agli enti locali. È lo stesso governo”, ricorda, “che ha cancellato l’unico strumento di supporto ai poveri lasciando 900 mila famiglie senza prospettive”.

Elementi che portano Schlein a respingere l’idea di una destra sociale al governo del Paese: “Non c’è nulla di sociale in questo governo. Altro che destra moderna e innovativa. Vogliono nascondere i poveri dopo aver impoverito ancora di più le persone”. Una considerazione che riporta il discorso sul nervo scoperto delle opposizioni: il salario minimo. “Per sfuggire alla povertà non basta più nemmeno lavorare, il salario minimo si poteva approvare a costo zero e invece non hanno voluto“, ricorda ancora la segretaria.

Unica consolazione, è l’essere riusciti a fare approvare l’ordine del giorno che raccoglieva le proposte delle opposizioni sulla violenza di genere. Il provvedimento impegna il governo a destinare quaranta milioni di euro, il totale del tesoretto a disposizione degli emendamenti di opposizione, alla lotta contro la violenza di genere. In particolare: 20 milioni per l’incremento del reddito di libertà per le donne vittime di violenza e per l’incremento del fondo per le politiche relativi ai diritti e alle pari opportunità (centri per il recupero degli uomini autori di violenza, centri antiviolenza, formazione degli operatori, sgravi fiscali per chi assume donne vittime di violenza, eccetera). Altri venti milioni sono poi destinati all’istituzione di un fondo per la costruzione di case rifugio per le vittime.

“Una manovra scritta sull’acqua”, la definisce il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia: “Altro che prudente. Si prevedono 20 miliardi di privatizzazioni, una cosa mai vista in questo Paese, e senza che il governo dica dove si va a privatizzare“.

Il primo test per le opposizioni sarà ancora sulla manovra

Il lavoro fatto dalle opposizioni in Senato, è l’auspicio della dem, potrà rappresentare un esempio di collaborazione fra le forze che vogliono costruire una alternativa al governo Meloni. E, questo, al di là delle polemiche delle ultime ore. La segretaria, interpellata sulle parole sferzanti di Giuseppe Conte – “Schlein federatrice? Spero riesca a federare innanzitutto le correnti del suo partito” – non sembrano avere intaccato la volontà di lavorare per il dialogo. E anche le distanze con il M5s registrate, ad esempio, sul Mes sono considerate fisiologiche dalla leader del Pd.

“Nessuna forza oggi può pensare di farcela da sola. È vero che ci sono differenze, ma le differenze si compongono”, spiega. “Invece di fare quattro puntate sulla stessa battaglia, facciamo insieme la stessa battaglia. Come sul salario minimo che ha costretto il governo a un incontro farsa a Palazzo Chigi, con il rinvio al Cnel. Dobbiamo riuscire a unire maggiormente le forze, il mio avversario è il governo Meloni e non sentirete mai da me una polemica sulle altre opposizioni. Anche nel governo, d’altra parte, ci sono differenze sul Mes, sul Covid…Hanno differenze ma nessuno mette in discussione che siano in grado di fare un governo insieme”.

Alla Camera, assicura la capogruppo Chiara Braga, il Pd costringerà il governo a discutere, non si ripeterà lo schema visto al Senato: “Nel passaggio alla Camera le opposizioni hanno ottenuto nella riunione dei capigruppo che non venga messa la fiducia sulla legge di Bilancio. Ora maggioranza e governo dovranno prendersi la responsabilità di votare in Aula i nostri emendamenti, di dire no all’aumento delle pensioni, no ai finanziamenti sulla sanita’, alla proroga del superbonus, al fondo affitti. Non potranno nascondersi dietro un voto di fiducia, dovranno prendersi la responsabilità davanti al Paese”, dice Braga. E il deputato Pd Ubaldo Pagano aggiunge: “Non faremo una valanga di emendamenti, dando al governo il pretesto di mettere la fiducia. Faremo emendamenti puntuali”.  

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