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Europee, nel Pd scatta la corsa per un posto da gregario

AGI – La segretaria a tirar la volata e, a ruota, un gregario da ‘trainare’. Lo schema su cui riflettono gli alti dirigenti dem in vista delle prossime elezioni europee sembra essere questo, almeno a osservare quanto si muove all’interno delle aree del Partito Democratico. Un modulo, questo, che potrebbe produrre una sorta di derby, tutto al maschile. Come è evidente, infatti, la scelta della segretaria di candidarsi – al momento ancora teorica – metterebbe in difficoltà altre candidate donne. Le liste europee, è vero, non sono bloccate: ma comparire secondi dietro alla leader assicura un surplus di consenso fondamentale per chi non gode di pacchetti di voti sicuri. È il caso, ad esempio, delle personalità della società civile e del mondo della cultura che la segretaria dem ha detto di voler inserire nelle liste.

I nomi che si fanno sono, ad esempio, quelli della scrittrice Chiara Valerio e di Cecilia Strada, paladina dei diritti umani. Il problema è che per l’alternanza di genere, dopo Schlein dovrebbe esserci un uomo. Ma a pagarne le conseguenze sono soprattutto le esponenti dem in predicato di essere candidate e che, non a caso, hanno fatto pervenire il loro malumore alla segretaria con una lettera il 18 gennaio. Ma non sono solo le candidate dem a preoccuparsi. Nella circoscrizione Centro lo schema pensato dai dem potrebbe portare a un derby interno fra esponenti di rango come Nicola Zingaretti e Dario Nardella. I due esponenti, almeno sulla carta, non avrebbero bisogno di stare in scia alla segretaria potendo godere ciascuno di un buon consenso sul territorio. Eppure, essere schierato da secondo porterebbe un valore aggiunto in quanto il candidato sarebbe percepito come “candidato del partito” assieme alla segretaria. Si dirà che anche il terzo nome può godere di questo beneficio e, con l’alternanza, il terzo in lista sarebbe una donna. Ma, ragionano fonti parlamentari dem, il terzo “si perde” perché in genere l’elettore, nell’urna, esprime di rado più di due preferenze.

Il nome di Zingaretti sta circolando, tuttavia, anche in funzione di post Gualtieri. I rumors che circolano nel Pd parlano infatti di un ripensamento dell’ex presidente della Regione Lazio che si starebbe preparando per la corsa in Campidoglio. Una ipotesi che fonti dem capitoline danno come “remota” e anche controproducente: il mandato di Roberto Gualtieri, infatti, scade fra due anni, con la possibilità che, con l’election day, si possa andare al voto nella primavera del 2027. Cominciare a ragionare di successori, è il ragionamento che viene fatto, non è rendere un buon servizio al partito né alla giunta che di quel partito è espressione.

 

 

La doppia candidatura di partito potrebbe essere utilizzata anche al Sud per trainare il nome di Sandro Ruotolo, dato che l’altro nome in lista è quello di un esponente come Antonio Decaro che di sicuro non ha bisogno di mettersi in scia. Nel Nord Est, poi, a contendere il secondo posto a Stefano Bonaccini – sempre che il presidente dell’Emilia-Romagna voglia essere della partita – potrebbe essere Virginio Merola. Mentre per il Nord Ovest, oltre a Cecilia Strada s fa il nome di Alessandro Zan, deputato e responsabile Diritti del Pd del quale Schlein ha presentato il libro appena due giorni fa. Una gara la ruolo di gregario in cui si attendono le mosse della corrente, soprattutto da parte degli esponenti vicini a Franceschini e di quelli che guardano a Bonaccini.

 

 

Energia Popolare, l’area che si riunisce attorno al presidente dell’Emilia-Romagna, è alle prime fasi dell’organizzazione di una doppia convention da tenersi prima dell’avvio della campagna elettorale su alcuni focus che hanno come filo rosso l’Europa e la politica internazionale. Il progetto sarebbe stato sottoposto dallo stesso Bonaccini agli esponenti della sua area nel corso degli ultimi incontri avuti a Roma. Stando a quanto si apprende da fonti Pd, i due appuntamenti fanno seguito alle due convention tenute nell’ultimo anno a Cesena e Firenze e si muovono nel solco del lavoro avviato per radicare maggiormente l’area nelle regioni, a livello territoriale. Per quanto riguarda i tempi, si sottolinea, i due appuntamenti si dovrebbero tenere non più tardi di marzo, una al Sud, probabilmente a Napoli, l’altra a Nord, si valuta Milano. 

 

 

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