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Guida alla giornata in Borsa 

AGI – I mercati azionari e obbligazionari iniziano a dare ascolto ai banchieri centrali e ridimensionano le aspettative di un rapido taglio dei tassi di interesse, soprattutto nell’Eurozona, negli Usa e in Gran Bretagna mentre sulle Borse prevalgono le prese di profitto e salgono i rendimenti dei Treasury e degli altri titoli di Stato. Oggi in Asia i listini vanno giù, gravati dalle fosche prospettive economiche in Cina, mentre i future a Wall Street e in Europa sono deboli, dopo aver chiuso pesantemente in calo su entrambe le sponde dell’Atlantico.

In particolare ieri Wall Street è scesa, appesantita dall’andamento migliore delle attese delle vendite al dettaglio a dicembre, che ha ulteriormente raffreddato la speranza di un taglio dei tassi di interesse entro marzo. E l’indice regionale Stoxx Europe 600 ha chiuso in ribasso dell’1,2%, la giornata peggiore dalla fine di ottobre, dopo che Christine Lagarde, allineandosi a quello che nei giorni scorsi avevano gia’ detto numerosi membri della Bce e della Fed, ha freddato le aspettative di chi puntava a un primo taglio accelerato dei tassi europei a primavera, prevedendo una riduzione del costo del denaro entro l’estate.

La riduzione delle aspettative sui tagli dei tassi sono sicuramente un fattore preponderante negli Usa e in Europa, ma per l’Asia, il fattore più importante sono le preoccupazioni sulla crescita della Cina” commenta Khoon Goh, capo della ricerca asiatica presso Anz. L’economia cinese è cresciuta del 5,2% nel 2023, leggermente più del target ufficiale del governo, ma la ripresa del Dragone resta vacillante, mentre la crisi immobiliare non accenna a rientrare.

Oggi in Asia la Borsa di Shanghai lascia sul terreno intorno al 2%, ai minimi da 5 anni, mentre Seul e Hong Kong arretrano leggermente. “Per quanto ribassista sia l’indice Hang Seng sta cercando di trovare supporto intorno a 15.300 punti, dopo un prolungato movimento al ribasso”, commenta Matt Simpson, senior analist del City Index. “Non vedo alcun motivo immediato per acquistare azioni cinesi – aggiunge – ma invito alla cautela, perché quell’indice si muove intorno a quota 15.000 e non escludo che scattino dei livelli di supporto in grado di innescare uno scossone”.

Nel frattempo la Borsa di Tokyo è piatta e resta in controtendenza, vicina al picco da 34 anni, per le aspettative accomodanti della Boj. In Australia il listino di Sydney perde oltre mezzo punto percentuale, dopo che oggi i dati sull’occupazione sono calati drasticamente e il tasso di disoccupazione ha toccato il top da un anno e mezzo, il che suggerisce che le aspettative che i tassi di interesse abbiano raggiunto il picco. Intanto i future a Wall Street sono deboli, dopo che ieri il Dow Jones è arretrato dello 0,25%, l’S&P 500 dello 0,49% e il Nasdaq dello 0,59%.

Più in generale le aspettative degli operatori su una riduzione del costo del denaro di 25 punti base entro il primo trimestre del 2024 da parte della Fed sono scese ieri sotto al 60%, contro il 70% di un mese fa, mentre a pagare dazio a New York sono state soprattutto le megacap, con Alphabet in ribasso dello 0,83%, Amazon a -0,95% e Tesla che ha perso l’1,98%, dopo che il produttore di veicoli elettrici ha tagliato i prezzi delle sue auto Model Y in Germania, una settimana dopo aver ridotto i prezzi per alcuni modelli cinesi.

Il raffreddamento delle aspettative sui tassi ha rafforzato il biglietto verde, che si è avvicinato al top da un mese a quota 103,25 su un paniere di valute e ha indebolito l’oro, che viaggia in senso contrario al dollaro e che è sceso ai minimi da un mese, restando comunque sopra 2.000 dollari l’oncia, mentre l’euro è sceso sotto quota 1,09 dollari, anche se le sue perdite sulla valuta Usa sono state limitate, dopo le dichiarazioni della Lagarde. Il numero uno della Bce ieri ha affermato che le aspettative del mercato per un taglio dei tassi da parte della Bce questa primavera “non stanno aiutando” la lotta contro l’inflazione. E, a chi le ha chiesto se è d’accordo con chi si aspetta un taglio dei tassi questa estate, ha risposto: “Direi che è probabile, ma devo rimanere riservata”.

Inoltre ha aggiunto che la banca centrale europea avrà le informazioni necessarie sulle pressioni salariali entro la “tarda primavera”, precisando che tali dati sono necessari prima di prendere qualsiasi decisione sui tassi. In Europa oggi i future sull’EuroStoxx sono negativi, dopo che ieri la Borsa peggiore è stata quella di Londra che ha ceduto l’1,49%, appesantita dal dato sull’inflazione nel Regno Unito, che a dicembre si è rialzata al 4%, dal 3,9% di novembre e contro un atteso 3,8%.

Il dato di dicembre ha rappresentato il primo aumento dell’inflazione in Gran Bretagna dal febbraio 2023 e ha ridimensionato le scommesse su un primo taglio dei tassi a maggio da parte della Banca d’Inghilterra. Sempre ieri Parigi ha perso l’1,07%, Francoforte lo 0,9% e Milano lo 0,79%. Anche il rendimento dei titoli tedeschi a due anni, sensibili ai tassi di interesse, sono saliti al 2,63%, il livello più alto dall’inizio di dicembre. L’inatteso aumento dei prezzi in Gran Bretagna, rispetta un simile andamento nell’Eurozona e negli Stati Uniti.

Nell’Eurozona, l’inflazione è salita al 2,9% a dicembre dal 2,4% del mese precedente e negli Usa è arrivata al 3,4% dal 3,1% di novembre. Tuttavia, nonostante le interruzioni dei trasporti marittimi nel Mar Rosso, molti analisti prevedono che la traiettoria discendente dell’inflazione riprenderà’ a febbraio e si rafforzerà’ in primavera, aiutata dal calo del prezzo della benzina. Intanto il prezzo del petrolio avanza leggermente in Asia, con il Wti quasi a quota 73 dollari e il Brent sopra i 78 dollari al barile.

A pesare sono le tensioni nel Mar Rosso, che spingono le petroliere a fermarsi o a cambiare rotta, aumentando i costi di spedizione e rallentando le consegne. I prezzi del greggio comunque restano volatili, per I timori sulla domanda cinese e dopo che l’Opec ottimisticamente si è attenuta alle sue previsioni per una crescita relativamente forte della domanda globale di petrolio nel 2024, sostenendo che anche il 2025 portera’ un aumento “robusto” nell’uso di petrolio, guidato da Cina e Medio Oriente.

Oggi c’e’ attesa per un nuovo intervento di Christine Lagarde a Davos, per i dati europei sulla vendita di auto e per le minute della Bce sulla riunione di dicembre, mentre negli Usa escono i dati sulla vendita di case e sui sussidi settimanali di disoccupazione. E domani a Davos parlano ancora la Lagarde e il numero uno del Fmi, Kristalina Georgieva, mentre per la Fed interviene a San Diego, Mary Dale. 

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