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Guida alla giornata in Borsa

AGI – I mercati provano il rimbalzo, in vista dei dati di oggi sul mercato del lavoro a stelle e strisce, dopo la Fed di mercoledì, nonostante una Boe che ieri è stata parecchio ‘falco’ e soprattutto grazie al traino dei teconologici, che ricevono una formidabile spinta da parte di due big del calibro di Meta, la casa madre di Facebook e Istagram, e di Amazon, i cui titoli nell’after hour balzano rispettivamente a 15% e 7%, sulla scia dei risultati delle trimestrali. In particolare, Meta ha annunciato il primo dividendo della sua storia e un buyback da 50 miiardi di dollari, mentre Amazon vola sulla scia dei profitti del cloud, che storicamente è un punto di forza dell’azienda e che s’impennano a 15%, guardando ai possibili sviluppi dell’intelligenza artificiale, sopra al 12% dell’anno scorso ma ben al di sotto del 40% della fine del 2021. Intanto in Asia il Kospi della Corea del Sud avanza per il secondo giorno consecutivo e sale di oltre il 2%, mentre gli investitori attendono con impazienza le riforme promesse da Seul al mercato azionario.

 

“Il governo favorirà il rafforzamento del mercato coreano migliorando i rendimenti per gli azionisti e le strutture di governance”, ha annunciato Choi Sang-mok, vice primo ministro e ministro dell’Economia e delle Finanze. Anche l’indice Hang Seng di Hong Kong è inizialmente avanzato, ma poi ha frenato, mentre Shanghai arretra quasi del 2,50%, per i timori sulla crescita della Cina dopo i deludenti Pmi dei giorni scorsi. A far salire la Borse della Corea e ad aiutare in parte anche di Hong Kong ci pensano i tecnologici, trainati dai guadagni di ieri al Nasdaq e dalle prestazioni di Amazon e Meta, che fanno seguito a quelle di ieri di Alphabet.

 

Hong Kong, inizialmente si è avvalsa anche dei rialzi dei colossi dei videogiochi, come la cinese Tencent, dopo che il governo ha inaspettatamente approvato 32 giochi online importati. Guadagna l’1,4% anche Sydney, che tocca il suo massimo storico. Frena invece Tokyo che è in perdita e non va ancora più giù solo grazie al traino del settore ‘tech’.

 

A Wall Stret i future avanzano, dopo la Fed e in attesa dei dati sul mercato sul lavoro di oggi, previsti in rallentamento. Un risultato che dovrebbe piacere all’azionario, se sarà confermato, perché avvicinerebbe i tagli dei tassi. Mercoledì la Fed ha mantenuto fermo il costo del denaro, al top da oltre due decenni, anche se il presidente Jerome Powell ha provocato una forte svendita, raffreddando la speranza che la banca centrale inizierà a tagliarli presto.

 

Tuttavia Powell ha anche detto che per la riduzione del costo del denaro non bisognerà aspettare troppo tempo e Goldman Sachs ha rinviato a maggio, e quindi solo di 2 mesi, l’aspettativa di un primo taglio dei tassi a stelle e strisce, un’ipotesi a rafforzare la quale ci hanno pensato ieri i dati sui sussidi settimanali di disoccupazione, saliti oltre le 200.000 unità. Tuttavia, va detto che ieri a Wall Street e’ stata una giornata positiva poiché il sell-off guidato mercoledì dalla Fed ha attirato acquisti al ribasso sui titoli tecnologici e ha fatto salire dell’1% il Dow Jones, che ha chiuso a livello record, mentre l’S&P 500 e’ avanzato dell’1,2% e il Nasdaq dell’1,3%, grazie a Amazon e Meta, mentre Qualcomm ha perso oltre il 5%, per i timori sulla maturazione del mercato degli smartphone 5G e la perdita di quote di mercato.

 

Sul fronte obbligazionario, c’è da segnalare la discesa dei rendimenti dei titoli del Tesoro, col 10 anni che ha toccato il 3,82%, il livello più basso da un mese. Il rendimento dei decennali si muove con le aspettative di crescita economica e alcuni trader hanno sostenuto che il calo dei tassi è guidato dalle preoccupazioni per le perdite bancarie legate agli immobili commerciali statunitensi. Questa faccenda merita una spiegazione a parte: le crescenti perdite delle banche negli Stati Uniti, in Asia e in Europa hanno riacceso le preoccupazioni sulla debolezza del mercato immobiliare Usa, che e’ sotto pressione a causa dei minori livelli di occupazione e dei tassi di interesse più elevati. 

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