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Il decreto immigrazione e la Nadef sul tavolo del Consiglio dei ministri

AGI – Il nuovo decreto sull’immigrazione e la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef). Sono i due temi sul tavolo del Consiglio dei ministri di martedì. Per quanto riguarda il fronte dei migranti sono confermate le misure annunciate la scorsa settimana dalla premier Meloni. Prevista l’espulsione per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza o per chi mente sull’età, il Viminale per gli hotspot potrà dal 2024 ricorrere alla Guardia costiera. In caso di momentanea indisponibilità di strutture ricettive temporanee” il prefetto potrà “disporre la provvisoria accoglienza del minore di età non inferiore a sedici anni in una sezione dedicata nei centri e strutture” ordinarie “per un periodo comunque non superiore a novanta giorni”.

In serata si è tenuto il pre-Consiglio e il contenuto del provvedimento potrebbe cambiare. Su alcune norme è in corso un confronto. Soprattutto quelle riguardanti i minori, un tema sul quale Forza Italia è stata sempre sensibile e, stando a fonti parlamentari, il partito azzurro avrebbe chiesto di approfondire meglio con il responsabile degli Interni Piantedosi le misure.

La Lega alza la voce con Berlino

Intanto la Lega torna ad alzare la voce nei confronti della Germania. “Stanno cercando di destabilizzare il governo attraverso il finanziamento delle Ong per riempirci di clandestini e far scendere il consenso del centrodestra in Italia”, ha sottolineato il vicesegretario del partito di via Bellerio Crippa.

Ma il focus del Consiglio dei ministri sarà sui dati economici in vista della manovra. Anche lunedì in Consiglio dei ministri si è registrato un asse tra la premier Meloni e il ministro dell’Economia Giorgetti quando si è tornati ad accennare alla legge di bilancio. Da una parte il governo ha fornito ulteriori aiuti per 1,3 miliardi, dall altra resta la preoccupazione per la situazione e, in particolare, i timori sul prezzo della benzina che potrebbe continuare a salire. Con il titolare dell’Economia che non avrebbe escluso un inverno difficile da questo punto di vista. Nessun problema di stoccaggio ma basta uno sciopero in un Paese del mondo per far salire il prezzo del gas, ha argomentato un altro esponente dell’esecutivo. Da qui i richiami generali alla prudenza. Con il responsabile di via XX Settembre che sarebbe tornato a toccare il tasto della spending review

Cautela sui conti

Nelle scorse settimane gli esponenti dell’esecutivo sono stati invitati a compilare una tabella di riduzione delle spese correnti ma non tutti hanno adempiuto al compito. “Aspetto le vostre proposte, altrimenti vado in proporzione. Evitate di farlo fare a me…, “, è stata la battutà del ministro secondo quanto viene riferito da chi ha partecipato alla riunione.

I margini per la legge di bilancio restano stretti, quando sul tavolo del Consiglio dei ministri approderà la Nadef la partita entrerà nel vivo. Ci sarà una quota per il ponte sullo Stretto di Messina, ha sottolineato Salvini. “L’obiettivo è garantire tutta la copertura per tutto l’arco degli anni e non mettere un tot ogni anno visto che si fa perchè è un’opera fondamentale, bisogna garantire la copertura dall’inizio alla fine”, ha aggiunto. In ogni caso “non ci sarà alcun miracolo”, ha chiarito. L’obiettivo dell’esecutivo resta quello di rassicurare i mercati.

Si profila una revisione al ribasso nella Nadef delle stime della crescita dell’Italia, con una diminuzione del Pil sia per il 2023 sia per il 2024 rispetto alle previsioni contenute nel Def di aprile scorso e una possibile variazione al rialzo del rapporto deficit/Pil. Una scelta definita “prudente” da parte del governo visto lo scenario macroeconomico, caratterizzato dal conflitto in corso in Ucraina che ha innescato una spirale di crescita dei prezzi e spinto le banche centrali a una politica monetaria rialzista.

A quanto si apprende da fonti qualificate, il Pil del 2023 potrebbe attestarsi a 0,8%, in leggera flessione rispetto al 0,9% tendenziale ipotizzato nel Def e del 1% stimato sul piano programmatico. Il Pil tendenziale per il 2024, invece, potrebbe aggirarsi sul 1%, mentre il documento di economia e finanza calcolava una ipotesi di crescita dell’1,4%. Potrebbe crescere, invece, il rapporto deficit/PIL, si ipotizza fino a qualche decimale sopra il 5%, in rialzo rispetto alla stima di aprile al 4,5%

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