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Il treno di Vaca Muerta, la sfida energetica di Milei

AGI – Il ministro delle Infrastrutture Guillermo Ferraro l’ha definito una priorità dell’esecutivo, spiegando che si tratta dell”ombelico’ per la pianificazione del trasporto merci in Argentina. Il Tren Norpatagònico è un’opera strategica che potrebbe ridurre i costi logistici del 50% nella regione di Neuquèn, stabilendo un collegamento col porto di Bahìa Blanca nella provincia di Buenos Aires. Sarebbe una vera rivoluzione per Vaca Muerta, il secondo più grande giacimento di gas da scisto al mondo. Favorendo i collegamenti, il neo presidente Javier Milei sa bene che l’Argentina potrebbe diventare player fondamentale nel mercato internazionale di gas naturale liquefatto, il cosiddetto ‘oro blu’, incrementando così le esportazioni. 

Un giacimento grande come la Svizzera

‘Vaca Muerta’ che in spagnolo significa “vacca morta” (scoperta nel 1931 dal geologo americano Charles Edwin Weaver) deve questa curiosa denominazione perchè su uno dei suoi lati, vicino a Zapala, c’è una catena montuosa che ha lo stesso nome, ma secondo altri, è perchè se la si guarda da una mappa, proietta la sagoma di una mucca sdraiata. Occupa una superficie di 36.000 km quadrati, ossia l’equivalente del territorio della Svizzera o dei Paesi Bassi e ha proprietà geologiche tali da esser paragonate all’Eagle Ford statunitense contenendo risorse estraibili pari a 16 miliardi di barili di petrolio e 308 mila miliardi di piedi cubi di gas naturale.

La sua produzione di petrolio non convenzionale ha raggiunto il suo livello record a settembre scorso con 180.000 barili al giorno, il che ha comportato un aumento annuo del 53%, su un totale di 532.000 bpd a livello nazionale in Argentina. Numeri incredibili se si pensa che il paese utilizza solo il 50% della capacità del giacimento e solo il 10% è sfruttato per la commercializzazione e che quest’anno l’Argentina importerà gas per circa 7 miliardi di dollari sebbene le riserve di Vaca Muerta siano equivalenti a sei volte tutto il gas di cui ha bisogno nei prossimi 20 anni.

Al contrario, con politiche appropriate, le entrate dell’Argentina – che è uno dei quattro Paesi al mondo che producono questo tipo di idrocarburi, insieme a Stati Uniti, Canada e Cina – potrebbero superare i 30 miliardi di dollari all’anno di export. Un simile risultato richiede un grande sforzo: secondo alcune stime, lo sviluppo di Vaca Muerta richiede un progetto a più lungo termine con investimenti annuali tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari, oltre a quelli necessari per il trasporto. Attualmente la compagnia nazionale YPF detiene il 42% dell’area, Gas y Petròleo del Neuquèn S.A. (società statale della provincia di Neuquèn) il 12%, mentre il restante 46% è distribuito tra altre società, tra cui ExxonMobil, Pan American Energy, Petronas, Pluspetrol, Shell, Tecpetrol e Wintershall.

Le previsioni sulla produzione

Secondo gli osservatori, l’arrivo dell’economista libertario Javier Milei alla presidenza della Repubblica Argentina simboleggia un cambiamento fondamentale nelle prospettive economiche e normative della Vaca Muerta. Imprenditori, investitori e leader della regione sono entusiasti dell’idea di un approccio più flessibile e libero alle politiche economiche. Le previsioni sostengono che entro il 2024, si produrranno 700.000 barili e nel 2025 1.400.000 barili. Questa crescita non significa solo numeri, ma anche un raddoppio dei posti di lavoro, lo sviluppo economico di Neuquèn e un significativo impatto abitativo nella zona.

Certo che la strada per massimizzare il potenziale di Vaca Muerta non è priva di sfide. Se da un lato l’afflusso di investimenti e la creazione di posti di lavoro sono prospettive incoraggianti, dall’altro Milei sa bene che la partecipazione attiva della popolazione e l’impegno verso pratiche commerciali etiche e sostenibili sono fondamentali per garantire che la crescita economica non sia disgiunta dalla sostenibilità ambientale.

Le risorse che servono

Anche per questo il treno Norpatagonico rappresenta una sfida con un investimento stimato di 780 milioni di dollari, il rinnovamento di 189 km di binari, il miglioramento di 385 km e la costruzione di altri 89 km. L’idea è quella di utilizzare l’infrastruttura ferroviaria come motore di sviluppo, dimezzando i costi logistici e generando una maggiore efficienza nel trasporto delle merci. Per Ferraro, si potrebbe applicare il metodo dell’accesso aperto, consentendo a qualsiasi operatore di trasportare merci da e verso qualsiasi punto della rete, indipendentemente dalla proprietà degli impianti.

Vaca Muerta attualmente richiede il trasporto di milioni di tonnellate su camion, soprattutto sabbia ed elementi metalmeccanici per l’industria del fracking: per questo, si è resa imperativa l’implementazione di un sistema ferroviario efficiente. Certo non c’è solo il treno, al momento che lo sviluppo intensivo di Vaca Muerta richiede tra i 40 e i 50 miliardi di dollari aggiuntivi nei prossimi cinque anni.

Il piano di Milei

Con un occhio all’espansione di Vaca Muerta, il piano libertario di Milei promuove l’eliminazione dei dazi all’esportazione e delle tariffe d’importazione per il greggio e i combustibili; l’estensione dei contratti a medio termine tra i produttori e le raffinerie non integrate; l’eliminazione delle barriere all’ingresso di attrezzature e macchinari nuovi e usati, per facilitare lo sviluppo di nuovi pozzi e di nuove opere di espansione degli oleodotti. Per quanto riguarda le esportazioni di greggio e gas, il cambiamento più innovativo prevede la trasformazione degli attuali permessi di esportazione, che sono stagionali, in “diritti regolatori” per le aziende che possono essere toccati dallo Stato solo quando l’approvvigionamento nazionale è a rischio.

Quanto invece ai progetti di gas naturale liquefatto (GNL), il piano stabilisce che vengano incanalati nell’ambito dell’attuale legge e sugli idrocarburi e che alle aziende che costruiscono i propri gasdotti vengano garantite esportazioni incondizionate. Riuscirà Milei in questo arduo compito? Il neo presidente si è anche detto entusiasta di sfruttare gli investimenti privati per costruire infrastrutture midstream nella Vaca Muerta, oltre alla riduzione delle restrizioni all’esportazione di petrolio e gas per rafforzare ulteriormente le riserve di valuta estera.

Sempre in campo energetico, un’altra misura promessa è la privatizzazione della compagnia di Stato YPF ma il processo è lungo visto che punterà prima a ristrutturare la società statale per ottenere il miglior valore di vendita potenziale.

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