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In Sardegna il Pd è il primo partito davanti a FdI. Flop della Lega, M5S al 7,8% 

AGI – E’ il Pd il partito che ha ottenuto il risultato migliore alle elezioni regionali di domenica scorsa in Sardegna. Col 13,8% (sulle 1.822 sezioni che hanno completato lo spoglio) e oltre 94 mila voti, i dem fanno meglio di Fratelli d’Italia, che arriva al 13,6% (con quasi 93 mila voti), nell’isola il risultato migliore mai ottenuto alle regionali. Per la Lega, invece, è un flop, specie rispetto a cinque anni fa: appena il 3,8%, pari a 25.589 voti. In totale la il centrosinistra ha ottenuto 290.318 voti, pari al 42,6%, il centrodestra 333.050, cioè il 48,8%. Il voto disgiunto, quindi, ha molto penalizzato il candidato presidente Paolo Truzzu (FdI), che con 327.695 voti ha raggiunto il 45%.

 

Con oltre 53 mila voti, il M5S è al 7,8%, secondo partito della coalizione del Campo largo di centrosinistra che sostiene la vincitrice Alessandra Todde e alla quale il premio di maggioranza assegna 36 seggi (il suo incluso) nel nuovo Consiglio regionale. Segue l’Alleanza Verdi Sinistra col 4,7% e quasi 32 mila voti. Hanno il 3% i Progressisti di Massimo Zedda, ex sindaco di Cagliari e già candidato presidente nel 2019, che sono rientrati nel Campo largo dopo aver iniziato la campagna elettorale con Renato Soru e la sua Coalizione sarda. Sinistra futura è al 3%, così come Orizzonte comune, mentre la civica Uniti per Alessandra Todde raggiunge il 4%. Hanno premiato candidature forti e radicamento nel territorio. Altre liste più piccole hanno totalizzato meno dell’1%: Demos lo 0,7%, Fortza Paris lo 0,9%, mentre la lista Partito socialista-Sardi in Europa raggiunge l’1,7%.

 

Nella coalizione di centrodestra, invece, Forza Italia arriva il 6,3%%. Il Partito sardo d’azione del presidente uscente Christian Solinas col 5,4% supera il dato (4,6%) delle elezioni del 2014, prima dell’alleanza con la Lega stretta in occasione delle elezioni vinte cinque anni fa. Nel 2019 il Psd’Az si era attestato al 9,8%; la Lega, trainata dalla presenza costante del leader Matteo Salvini in Sardegna nel mese precedente le elezioni, aveva raggiunto l’11,4%. Stavolta, invece, l’effetto ‘Capitano’ non si è ripetuto: la lista del Carroccio non arriva al 4%.

Dietro Forza Italia compaiono i Riformatori sardi, col 7,1%, paladini del principio d’insularità e ora secondo partito della coalizione di centrodestra, mentre l’Udc, orfano dal leader e decano del Consiglio regionale scomparso nel luglio 2022, si attesta l 2,8%. I centristi di Sardegna al Centro 20Venti, creatura degli ex FI Antonello Peru e Stefano Tunis, sono conquistano il 5,4%. Alleanza Sardegna-Partito liberale italiano, in cui sono confluiti alcuni consiglieri regionali che a fine legislatura hanno lasciato il gruppo sardista, raggiunge il 4,1%. La Democrazia Cristiana con Rotondi si ferma allo 0,3%, con poco più di duemila voti. 

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