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La Basilicata agita le ‘aree’ del Pd

AGI – La partita sul candidato di centrosinistra in Basilicata è formalmente chiusa, ma il confronto e lo scontro tra le forze politiche protagoniste della lunga trattativa è destinato ad andare avanti e ad allargarsi anche alle elezioni europee. La scelta di Domenico Lecerenza come candidato di Pd, M5s, Avs e Europa è letta dallo stato maggiore di Azione come un diktat di Conte alla coalizione. “Il fatto politico nazionale è il veto dei Cinque Stelle sulle forze riformiste recepito dal Pd”, sottolinea Carlo Calenda. “Noi non esprimiamo veti”, risponde Conte, “non è nei nostri obiettivi. Nel nuovo corso c’è una politica col sorriso che vuole rispettare gli altri, ma è difficile se devi lavorare con leader che dichiarano che il loro obiettivo non è una competizione san, ma è distruggere il M5s”. Lo ‘strappo’ con Calenda, tuttavia, provoca mugugni anche in quel pezzo di Partito Democratico che ha sempre guardando con poco entusiasmo alla prospettiva di una dialogo serrato con i Cinque Stelle. “Dobbiamo fare tutti gli sforzi fino all’ultimo secondo utile per costruire la coalizione più competitiva possibile. Non ci possono essere veti reciproci, vale per la Basilicata, per le prossime amministrative e in prospettiva per le elezioni politiche”, dice il senatore dem Alessandro Alfieri, che guarda all’area di Stefano Bonaccini.

 

 

Prese di posizione che fanno dire a fonti Pd vicine alla segretaria che non c’è nessuna preclusione a un allargamento della coalizione. Certo, dal Pd ricordano anche che il comportamento di Calenda nelle ore precedenti l’accordo non ha facilitato il dialogo. Prima ha tagliato la strada, assieme al M5s, alla candidatura di Angelo Chiorazzo, poi ha proposto Marcello Pittella e, davanti alla risposta negativa della segretaria, ha fatto sapere che avrebbe reso pubblica la candidatura senza piu’ attendere, aprendo contemporaneamente alla possibilità di sostenere il candidato del centrodestra Vito Bardi. Infine è tornato su Chiorazzo. Troppo anche per chi, come Schlein, ha fatto dell’unità del fronte alternativo alle destre la propria parola d’ordine. E se Alfieri da’ voce ai malumori della minoranza interna, dalla maggioranza dem viene sottolineato che a lavorare all’accordo con le altre forze di coalizione è stata la coppia composta dallo schleniano Igor Taruffi e dal bonacciniano Davide Baruffi.

 

Il fatto che Pd e M5s abbiano trovato il terzo accordo su altrettante regioni, lascia ben sperare chi da tempo è al lavoro al tavolo per il Piemonte. Le interlocuzioni, viene riferito, ci sono sebbene siano ancora “generiche”. Il canale di comunicazione piu’ volte interrotto è attivo. Un intervento dei dirigenti nazionali dei due partiti potrebbe mettere la strada finalmente in discesa Il Pd, in particolare, vorrebbe evitare una conta all’assemblea di sabato che rischierebbe di spaccare il partito piemontese fra sostenitori di Chiara Gribaudo e sostenitori di Daniele Valle. In controluce, dietro l’accordo lucano, è possibile intravedere comunque l’inizio della partita per le europee. Il perimetro della coalizione include, infatti, Europa. La formazione di Riccardo Magi ed Emma Bonino è ancora faticosamente al lavoro sulla lista di scopo “Per gli Stati Uniti d’Europa” con la quale si cerca di tenere insieme Carlo Calenda e Matteo Renzi – oltre che Psi, Libedem, Radicali e Volt – così da superare la soglia di sbarramento del 4 per cento. Un tentativo che non ha dato finora i suoi frutti e i continui botta e risposta fra il leader di Iv e quello di Azione non alimentano l’ottimismo.

 

Nonostante questo il lavoro va avanti: si è tenuta nella sede di Europa una riunione tra le forze politiche che hanno partecipato alla Convention per gli Stati Uniti d’Europa, tranne Azione, convocata da Emma Bonino lo scorso 24 febbraio. Erano presenti Europa, Italia Viva, Libdem Europei, Partito Socialista, Radicali italiani e Volt. Nell’incontro si è discusso “in un clima positivo” della promozione della lista di scopo per gli Stati Uniti d’Europa in vista delle prossime europee, aperta anche ad altre forze oltre a quelle presenti, viene spiegato. Un nuovo incontro è previsto per martedì prossimo. In compenso, il dialogo fra Riccardo Magi e il resto delle opposizioni, soprattutto con il Pd, non è mai stato tanto proficuo. Al punto che Elly Schlein ha accettato l’invito di Magi e Bonino alla convention del 24 febbraio organizzata per far dialogare Renzi e Calenda.

 

Se a questo si aggiunge che alle ultime elezioni politiche Europa ha ‘rotto’ con Calenda per onorare l’impegno preso con Enrico Letta e il Pd, sarebbe facile intravedere un ‘piano B’ per Magi e Bonino, nel caso naufragasse la lista di scopo. Uno scenario che sembra confermato anche da chi, nel Pd, vede un futuro da candidata nelle liste del Pd per Emma Bonino: una operazione che ricalcherebbe – ironia della sorte – quella messa in campo da Calenda quando nel 2019 si candido’ con il Pd guidato da Zingaretti. In quell’occasione, il simbolo del Pd fece spazio a quello di Siamo Europei voluto da Calenda che, una volta eletto, lascio’ definitivamente il Pd. La storica leader radicale andrebbe a rimpinguare le file dei candidati con cui Schlein intende aprire il partito all’esterno. Per la stessa ragione sembra prendere corpo l’ipotesi di una candidatura alle elezioni europee di Lucia Annunziata come capolista nella circoscrizione Sud, e quella di un altro giornalista, l’ex direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, come capolista nella circoscrizione Centro.  

 

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