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L’Ad di Stellantis: “Senza incentivi per l’elettrico, gli impianti italiani sono a rischio”

AGI – Le parole del Ceo di Stellantis Carlos Tavares, intervistato da Bloomberg, riaprono i timori sul futuro degli stabilimenti di produzione delle auto in Italia della principale azienda nazionale del comparto. Interpellato in merito alle recenti critiche da parte del governo italiano sulla possibilità che l’azienda delocalizzi parte della produzione in altri Paesi, il manager di Stellantis replica: “Questo è un capro espiatorio, mentre si cerca di evitare di assumersi la responsabilità del fatto che, se non si danno sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, si mettono a rischio le fabbriche italiane”.

Il titolare del Mimit Adolfo Urso replica: “Se Tavares ritiene che l’Italia debba fare come la Francia, che ha aumentato la sua partecipazione attiva in Stellantis, ce lo chiedano. Se il problema è ‘fate come la Francia’, qual è la terza richiesta che ci farete? La differenza tra noi e la Francia è che loro sono nel capitale azionario e noi no. Fateci una richiesta”. Urso ricorda che “nell’incontro avuto nei mesi scorsi con Tavares e nei vari con la proprietà, Elkann, ho ricevuto una richiesta specifica per una spinta a far cambiare la normativa sugli Euro 7, che a loro avviso avrebbe strozzato Stellantis. E questa cosa è stata fatta, perché abbiamo ottenuto una inversione di rotta in Europa”.

 

 

Proprio oggi il Mimit ha annunciato che il nuovo piano incentivi auto per il 2024 avrà una dotazione straordinaria di quasi un miliardo. Urso però avverte: “Si deve assolutamente cambiare rotta rispetto a quanto successo negli ultimi anni. Se quest’anno il trend non dovesse cambiare, nonostante le ingenti risorse che stiamo mettendo in campo, destineremo le ulteriori risorse del fondo automotive esclusivamente a sostegno della nostra filiera e a incentivare nuovi stabilimenti produttivi nel nostro Paese”. Tre gli obiettivi del piano incentivi: sostenibilità ecologica, sociale e produttiva. Il primo obiettivo è stimolare la rottamazione delle auto altamente inquinanti, l’euro 0, 1 2 e 3, che sono ancora il 25% del parco circolante in Italia; il secondo aiutare le famiglie con redditi bassi, attraverso un sistema graduale che prevede agevolazioni più significative per i nuclei con ISEE fino a 30mila euro. Il terzo è incentivare la produzione nel nostro Paese. Urso sottolinea: “Negli ultimi anni si è drasticamente ridotta, malgrado gli incentivi predisposti che sono andati prevalentemente, sino all’80%, a vetture prodotte in stabilimenti esteri, anche della stessa Stellantis”. La segretaria Pd Elly Schlein commenta: “Tavares ha lanciato una sfida, il governo la raccolga e non faccia cadere la provocazione dell’ad di Stellantis. Si prenda sul serio l’ipotesi di una partecipazione italiana a Stellantis che bilanci quella francese e si chiedano impegni chiari sui livelli di produzione, sul mantenimento dell’occupazione e sulle strategie per l’indotto”. Mentre il leader di Azione Carlo Calenda chiosa: “Ogni volta si riparte da capo con ‘quanto mi dai per non chiudere’. Dopo anni di battaglia solitaria possiamo convenire tutti che è arrivato il momento di mettere la questione Stellantis in cima all’agenda?”.

 

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