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“Licenziato ingiustamente”, il Ceo Altman tornerà nel Cda di OpenAi 

AGI – OpenAI ha annunciato che il CEO, Sam Altman, tornerà nel Consiglio di amministrazione della società, insieme a tre nuovi membri esterni. La decisione arriva a conclusione di un’indagine esterna, commissionata dall’azienda sugli eventi che hanno portato al breve allontanamento alla fine del 2023. La società ha dichiarato che Altman è stato licenziato ingiustamente. Le ‘new entry’ nel Cda sono tre donne: Sue Desmond-Hellmann, ex CEO della Fondazione Bill e Melinda Gates; Nicole Seligman, ex vicepresidente esecutivo e consigliere generale di Sony Corporation; e Fidji Simo, CEO e presidente di Instacart. Si uniranno all’ex co-CEO di Salesforce Bret Taylor e all’ex Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Larry Summers, che si sono aggiunti subito dopo ‘il tumulto’ di novembre. “Siamo entusiasti e unanimi nel nostro sostegno a Sam”, ha detto il presidente di OpenAI Bret Taylor in una teleconferenza con i giornalisti. Sulle nuove entrate ha spiegato che “la loro esperienza e la loro leadership ci consentiranno di perseguire la missione di OpenAI, che consiste nel garantire che l’intelligenza artificiale generale vada a beneficio di tutta l’umanita’”. L’amministratore delegato di Quora Adam D’Angelo è l’unico superstite del vecchio consiglio di amministrazione che aveva preso la decisione di licenziare Altman, per nulla condivisa dai 700 lavoratori dell’azienda. 

 

 

L’indagine è stata condotta dallo studio legale WilmerHale con l’analisi più di 30.000 documenti. Nella sintesi fornita da OpenAI, analizzata da Axios, si legge come “il precedente Consiglio abbia agito nella sua ampia discrezionalità per licenziare il signor Altman”, ma ha anche rilevato “che la sua condotta non imponeva la rimozione”. “Il Consiglio precedente credeva all’epoca che le sue azioni” avrebbero contribuito a vincere “le sfide della gestione interna” ma non aveva previsto “che le azioni in essere avrebbero destabilizzato la società”. La precedente decisione del Consiglio “non è nata da preoccupazioni riguardanti la sicurezza del prodotto, il ritmo di sviluppo, lo stato delle finanze di OpenAI o le sue dichiarazioni a investitori, clienti o partner commerciali”, si legge ancora. La decisione, dunque, “è stata la conseguenza di una rottura del rapporto e della perdita di fiducia tra il precedente consiglio di amministrazione e il signor Altman”.

 

OpenAI ha confermato ad Axios che non rivelerà altro sull’indagine oltre a quanto contenuto nel post sul blog. Una delle scelte chiave per il nuovo Cda sarà ora capire l’eventuale necessità di apportare modifiche all’attuale struttura societaria, che vede OpenAI gestita come organizzazione no-profit ma con una ‘filiale’ a scopo di lucro con diversi investitori, inclusa Microsoft. OpenAI, valutata oltre 80 miliardi di dollari nel suo ultimo round di finanziamento, secondo quanto scrive il New York Times, è una realtà all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, tecnologia in grado di generare efficacemente testi, immagini e suoni per rivoluzionare il modo di creare contenuti e progetti multimediali. Alla fine del 2022 ha rilasciato ChatGPT, ottenendo subito un enorme successo globale. 

 

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