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Mattarella atteso a Cipro: “L’Italia sostiene la stabilità nel Mediterraneo” 

AGI – Sergio Mattarella sarà da domani a Cipro, prima visita di Stato di un presidente della Repubblica italiana nell’isola, per confermare la volontà dell’Italia a contribuire alla stabilità del Mediterraneo orientale, attraversato in questi mesi dalle tensioni dei due principali conflitti, quello ucraino e quello israelo-palestinese. Il capo dello Stato in una fitta agenda incontrerà il nuovo presidente, visiterà a Nicosia la zona cuscinetto dell’Onu che da cinquant’anni evita scontri tra il sud greco-cipriota e il nord turco cipriota e saluterà l’equipaggio della fregata Bergamini impegnata per la sicurezza della navigazione in quell’area.

 

Crocevia di rotte migratorie e rotte energetiche, paradiso degli investitori russi e dirimpettaio della infuocata costa mediorientale, il paese, diviso in due dall’intervento militare turco del 1974, festeggia nel 2024 i vent’anni dall’ingresso nella Ue. Il capo dello Stato segna con la sua visita storica l’impegno dell’Italia per stabilizzare un quadrante, quello del Mediterraneo orientale, in cui convergono interessi economici e geopolitici non sempre di facile composizione, acuiti dal recente conflitto a Gaza che rischia di contagiare tutta l’area.

 

Nicosia, tra l’altro, è l’ultima capitale europea ancora divisa da un muro e da un’area cuscinetto sotto l’egida Onu, simile a quella che divide la Corea del Nord da quella del Sud, ultima meta del Presidente nel 2023. Un simbolo, quasi un fil rouge, a sottolineare la difficoltà della normalizzazione quando si consolida una separazione di fatto, che crea sfiducia reciproca. 

 

“Qui la dimostrazione storica di cosa accade quando dopo un armistizio non c’è vera pace” aveva detto Mattarella dopo la visita al 38′ parallelo. Un rischio sempre presente anche a est della penisola, mentre il Medio Oriente non trova pace e la Turchia sembra sempre più eccentrica rispetto alla sfera di amicizia occidentale, nonostante la sua partecipazione alla Nato. Ma proprio il nuovo corso cipriota, grazie al neo presidente Nikos Christodoulides, potrebbe aiutare la ripartenza di un dialogo tra Ankara e Bruxelles, come dimostra il riaffacciarsi del tema nell’agenda europea.

 

Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura e dal viceministro Edmondo Cirielli, atterrerà a Nicosia lunedì e sarà subito ricevuto dal presidente e dalla moglie al palazzo presidenziale. Il colloquio verterà sui rapporti bilaterali tra i due paesi e sui temi multilaterali più caldi. Innanzitutto gli ottimi scambi economici, grazie alla presenza di Eni e a un proficuo interscambio, poi il dossier migranti, che vede Nicosia allineata a Roma nella richiesta alla Ue di una maggiore solidarietà dei paesi riceventi rispetto ai paesi di approdo; i conflitti in Ucraina e a Gaza, con Cipro impegnato nella creazione di un corridoio marittimo di aiuti umanitari. Infine, dopo le dichiarazioni alla stampa, Mattarella sarà ospite della cena di Stato.

 

Martedì, dopo un incontro con la presidente del Parlamento, Annita Demetriou, Mattarella visiterà la buffer zone, il quartier generale della forza delle Nazioni unite per il mantenimento della pace a Cipro. Accolto dal rappresentante speciale del Segretario generale Onu e capo della forza di peacekeeping Colin Steward, il Presidente potrà osservare il lavoro degli oltre 2000 operativi che cercano di mantenere lo status quo. Un obiettivo minimo, e non sempre certo, rispetto a quello auspicato di un ristabilimento dei rapporti a cinquant’anni dall’attacco turco, mentre si assiste a un nuovo impulso grazie al programma del presidente che ha rilanciato la necessita’ di riprendere i negoziati con la parte turco-cipriota.

 

Nella zona cuscinetto Mattarella vedrà anche il vecchio aeroporto di Nicosia, bombardato nel ’74 e rimasto come ‘congelato’ per cinquant’anni e il Comitato persone scomparse, che cerca di ridare nome ai tanti volti ignoti caduti da entrambe le parti, cercando di costruire una memoria condivisa e quindi un ponte per il dialogo. Poi il presidente salirà sulla nave Bergamini, ancorata al porto di Limassol, segno dell’impegno italiano per la stabilita’ del Mediterraneo mediorientale. Infine, sempre accompagnato dal presidente, il capo dello Stato visiterà Pafhos, con i mosaici romani della casa di Dioniso e poi in serata rientrerà a Roma. 

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