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No all’aborto in caso di stupro. Polemiche per la conferenza di un deputato leghista

AGI – Ore 11:30 di martedì, saletta stampa di Palazzo Montecitorio, tre studiosi presentano la prima pubblicazione del centro studio Machiavelli, dal titolo ‘Biopoetica, breve critica filosofica all’aborto e all’eutanasia’. La saletta è prenotata da un parlamentare, come da procedura in questi casi. Si tratta del deputato Simone Billi, leghista eletto nella circoscrizione estera. Billi non è presente e in quel momento – spiegano dal partito – si trova a Strasburgo. Trasferito in Svizzera dal 2021, Billi è originario di Firenze e conosce il centro studi Machiavelli, associazione di promozione sociale, fondata nel 2017 nel capoluogo toscano, “il cui scopo è promuovere i valori tradizionali e politiche ad essi ispirate: patriottismo, tradizione e libertà”, si legge sul sito.

Nel corso della presentazione della pubblicazione, durata circa un’ora, i due relatori chiedono, tra le altre cose, che vada “riscritta” la legge 194 in senso “restrittivo”. “Il caso dello stupro è un finto dilemma morale, si tratta di un caso delicato, perché non c’è uno che perde e l’altro che guadagna: il feto perde e la madre guadagna, in termini puramente logici”, afferma Maria Alessandra Varone, ricercatrice all’Università di Roma Tre, che ha curato la pubblicazione, insieme a Marco Malaguti ricercatore del centro Machiavelli.

“Nulla toglie che questo bambino venga poi dato in adozione, nulla toglie che questa madre possa portare avanti la sua vita con lui: questo non l’autorizza a ucciderlo, perché di questo si tratta e bisogna aver il coraggio di usare le parole consone”, continua Varone. Le affermazioni degli studiosi, riprese dalla stampa oggi, scatenano le proteste delle opposizioni, che accusano la Lega di posizioni “oscurantiste sull’aborto”. Ma Billi interviene e chiarisce che quelle espresse dagli studiosi del centro studi non sono in alcuno modo le sue posizioni né quelle della Lega, che è tradizionalmente per la “libertà di scelta”.

“Quanto uscito oggi su alcuni mezzi stampa non rappresenta né la mia, né, tanto meno, la posizione del partito – sostiene Billi -. La Lega, da sempre, si è battuta per la libertà di espressione delle donne e quanto riportato è falso. Personalmente credo nella libertà di scelta e, soprattutto, le donne vittime di violenza non possono essere utilizzate e strumentalizzate. Ribadisco ancora una volta che le donne devono poter decidere autonomamente. Io non ero presente al convegno e, se fossi stato presente, avrei sicuramente portato avanti le mie tesi”.

“Come Lega siamo e saremo sempre per la libertà di scelta, soprattutto su un tema personale come l’aborto su cui sono proprio le donne ad avere l’ultima parola”, aggiunge la responsabile del dipartimento Pari opportunità del partito, Laura Ravetto. “È la linea del nostro partito, da sempre. Utilizzare temi seri come l’aborto, i diritti, il sostegno alle donne, il contrasto alla violenza per becera propaganda di parte è davvero stucchevole”, stigmatizza. Ma la polemica per le affermazioni degli studiosi non si placa.

“Non vi permetteremo di fare dell’Italia un Paese del Medioevo e della barbarie civile e umana. L’aborto è un diritto anche per le vostre compagne, anche per le vostre figlie”, protesta la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga. “È inaccettabile che venga negato in Parlamento e da un partito di governo. Meloni, da donna, cosa dice?”, chiede. “Altro che Medioevo. Qui siamo oltre l’oscurantismo”, commenta la coordinatrice nazionale di Iv, Raffaella Paita.

“Il deputato leghista Billi, che evidentemente vuole prendere il posto del senatore Pillon come campione di arretratezza, promuove un convegno alla Camera in cui si rimette in discussione la legge 194 e in cui si nega che l’aborto sia un diritto. Ancora una volta nel mirino finiscono le donne e la loro libertà. Maggioranza di inadeguati, incapaci e pure illiberali. Dovete andare a casa”, aggiunge Paita. “Dopo anni di battaglie contro l’aborto clandestino che portava le donne a morire, oggi, nel segno del progresso, abbiamo un governo che nega la libertà di scelta delle donne, già compromessa dai troppi medici obiettori”, dichiara la tesoriera di Europa, Carla Taibi.

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