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Passo indietro della Lega in Sardegna, Truzzu sarà candidato 

AGI – La premessa è che “un sindaco e un presidente di Regione uscente se hanno ben lavorato” andrebbero ricandidati ma l’aggiunta è che “è più importante tenere compatto il centrodestra“. Salvini annuncia quello che da giorni ripeteva ai suoi, in nome dell’unità della coalizione il partito di via Bellerio fa un passo indietro in Sardegna.

Domani il partito d’Azione terrà un consiglio nazionale per decidere su Solinas ma gli ‘ex lumbard’ convergeranno, insieme alle altre forze politiche della coalizione, sul candidato di Fdi, il sindaco di Cagliari Truzzu. Il centrodestra si presenterà dunque unito sull’isola sarda ma non tutti i nodi sono sciolti. Il dossier Regionali resta ancora sul tavolo perchè ora la Lega punta pubblicamente sulla Basilicata.

Con l’assunto che se ha fatto un sacrificio sull’isola e Fdi lo aveva fatto in Sicilia ritirando Musumeci, ora tocca a Forza Italia fare un passo indietro sull’uscente Bardi. “Qual è la regola? Se il criterio è quello delle percentuali di partito allora noi siamo in credito”, sottolinea un esponente della Lega.

Ma gli azzurri non mollano e per ora hanno l’appoggio di Fratelli d’Italia. Fdi punta su un civico (nei giorni scorsi si era fatto il nome del presidente di Confindustria Basilicata Somma che ha detto di non essere disponibile) ma non si esclude che faccia da sponda con gli azzurri. Se ne parlerà più avanti perchè in Basilicata si dovrebbe votare insieme alle Europee.

Oggi ci sono stati contatti tra i leader, riferiscono fonti parlamentari (Meloni ha sentito sia Tajani che Salvini), ma l’intesa sulla Sardegna di fatto sarebbe stata trovata a margine dell’ultimo Consiglio dei ministri nell’incontro tra la premier e Salvini.

Nelle prossime settimane si affronterà pure il nodo del terzo mandato. Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture difende la battaglia portata avanti per permettere a Zaia di andare oltre alla scadenza del 2025.

“È una questione di democrazia e di libertà. Se uno ha un sindaco bravo o ha un governatore bravo, perchè dopo due mandati deve mandarlo a casa?”, il ragionamento. La materia sarà dibattuta a livello parlamentare, nel dl elezioni che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri della prossima settimana non ci sarà alcun riferimento neanche sul terzo mandato sui sindaci.

E la Lega nei giorni scorsi ha aperto alla possibilità di una convergenza anche con alcune forze dell’opposizione. Tuttavia, il convincimento è che ogni emendamento dovrà essere condiviso e per ora nè Fdi nè FI intendono aprire. 
 

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