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Premierato: la maggioranza discute sulla norma anti – ribaltone

AGI – La maggioranza discuterà ancora al Senato sui temi salienti del ddl Casellati e in particolare sulla norma anti-ribaltone. Il  centrodestra si è confrontato sulle proposte avanzate dal presidente della Commissione Affari costituzionali Balboni ma non si è ancora arrivati a una sintesi.
La deadline per la presentazione degli emendamenti è fissata al 5 febbraio. Il confronto è stato soprattutto sulla cosiddetta ‘norma anti-ribaltonè e, in particolare, sui poteri dell’eventuale secondo premier: nei giorni scorsi Fratelli d’Italia ha proposto di prevedere il voto anticipato solo in caso di mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio. Non il cosiddetto meccanismo ‘simul stabunt simul cadent’, ma una soluzione ‘temperata’. Ma la Lega al vertice di maggioranza, secondo quanto si apprende, avrebbe difeso il testo originario, argomentando che in questo modo il premier rischia di non essere mai sfiduciato per le resistenze dei parlamentari a far terminare la legislatura.

 

Fratelli d’Italia – presenti alla riunione il capogruppo Malan, i senatori Pera, Lisei e De Priamo, oltre al presidente della commissione e al ministro per i Rapporti con il Parlamento Ciriani – avrebbe difeso la ‘ratio’ dell’emendamento. Si sarebbe deciso che il tema sarà affrontato anche a livello dei leader: una delle ‘exit strategy’ – ipotizza una fonte parlamentare – è di procedere sulla soluzione ‘temperatà, eliminando allo stesso tempo la modifica sulla possibilità di revocare i ministri su proposta del premier.

Confronto anche sulla eventualità o meno di inserire il riferimento nel ddl costituzionale al premio di maggioranza. L’obiettivo di Fratelli d’Italia è di inserire una soglia minima ma il ministro Casellati non avrebbe escluso la proposta di diversi costituzionalisti di prevedere negli emendamenti anche il doppio turno, ipotesi alla quale non hanno aperto FI e Fdi. Forza Italia, tra l’altro, punta a rafforzare ancora di più il modello del premierato. Non si è scesi nel dettaglio per quanto riguarda l’ipotesi di fissare il tetto di due mandati per il presidente del Consiglio ma la Lega, sempre secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, avrebbe sottolineato la necessità di non discostarsi dal testo originario licenziato dal Consiglio dei ministri, senza pero’ pronunciarsi nel merito della questione.
I punti ‘critici’ sul tavolo saranno affrontati domani, ma la discussione potrebbe protrarsi anche giovedi’, con l’obiettivo di apportare modifiche condivise al testo. Nel centrodestra si registra comunque un clima costruttivo, spiega un partecipante all’incontro.

“Stiamo discutendo – osserva il presidente della Commissione Balboni – nel merito su ogni punto per arrivare a soluzioni che non siano attaccabili, magari con critiche stravaganti. Dobbiamo modificare la Costituzione, per questo motivo ragioniamo anche sulle virgole. Abbiamo l’obbligo di ricercare un punto di equilibrio”. 

 

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