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Prosegue la protesta dell’indotto dell’ex Ilva, si teme una nuova cassa integrazione

AGI – Sul piazzale della portineria C dell’ex Ilva di Taranto il presidio dei trasportatori di Casartigiani rimane sino al 12 gennaio. Era stato previsto e a maggior ragione viene confermato adesso, che da Roma non sono giunte notizie positive dopo l’incontro di ieri tra Mittal e il governo.

L’indotto metalmeccanico di Aigi, che aveva annunciato di voler incontrare i sindacati per parlare di ricorso alla cassa integrazione, aveva poi sospeso ogni approfondimento nonostante i sindacati avessero indicato una data possibile per vedersi, in attesa dell’incontro Mittal-Governo. Adesso è probabile che la riunione tra Aigi e sindacati si faccia a giorni e apra nell’indotto il capitolo della cassa, tanto più che le imprese hanno detto di aver gli ordini di lavoro prorogati sino a metà mese e buio sul resto.

La cassa nell’indotto, in verità, è già in atto. Anzi, i sindacati dicono che in diverse imprese è prossima ad esaurirsi e le strade possibili che si profilano sono due: cassa integrazione per area di crisi industriale complessa (ma non tutte le imprese possono accedervi) e sperare negli emendamenti, concordati con la Regione Puglia e portati all’attenzione dei parlamentari, per modificare la legge 148/2015. Obiettivo, ottenere una deroga che permetta gli ammortizzatori sociali anche alle aziende con meno di 15 dipendenti.

Per Acciaierie, invece, la cassa per il 2024 è già prorogata. La legge di Bilancio per quest’anno prevede infatti che per le imprese di interesse strategico nazionale che hanno in corso piani di riorganizzazione aziendale con almeno 1.000 lavoratori dipendenti, con un decreto del ministero del Lavoro sia autorizzato, a domanda, e in via eccezionale, un ulteriore periodo di cassa straordinaria fino al 31 dicembre 2024. Al momento sono in cigs 3.000 lavoratori di cui circa 2.500 a Taranto. E in ogni caso il Governo ha sempre assicurato col ministro del Lavoro, Marina Calderone, che gli ammortizzatori sociali sarebbero stati assicurati. 

Nessun problema, inoltre, per i 1.600 che sono in carico a Ilva in amministrazione straordinaria. Sono i lavoratori che ArcelorMittal non ha assunto dal bacino ex Ilva a novembre 2018, nè sono stati ricollocati successivamente in fabbrica. Per questi, vige un altro anno di cassa straordinaria, maggiorata economicamente con un’integrazione salariale confermata dalla nuova legge di Bilancio.

L’indotto, invece, è in credito delle fatture arretrate non ancora pagate da Acciaierie. Si va dai 70 milioni maturati a fine novembre dichiarati da Aigi per le imprese associate ai 20 milioni che rivendica l’autotrasporto di Casartigiani. Prima di Natale, alle aziende di Aigi sono giunti dei bonifici dal committente. Non molto, hanno detto le imprese, ma comunque hanno consentito di pagare gli stipendi di dicembre e in molti casi anche le tredicesime. Se non per intero, in parte. E comunque solo poche aziende non avrebbero erogato le tredicesime.

Il problema, adesso, riguarda i giorni a venire: il possibile ricorso alla cassa, lo stipendio che matura a gennaio, le nuove commesse di lavoro. Tutti fronti sui quali non poche sono le incertezze. Anche i trasportatori di Casartigiani hanno avuto un po’ di arretrati da Acciaierie nei giorni scorsi. Secondo quanto dichiarato dagli stessi trasportatori, nella generalità dei casi sono state pagate fatture che andavano da dicembre 2022 a marzo-aprile scorsi. In qualche caso sono state pagate fatture risalenti a giugno 2023.

Casartigiani ha cominciato il 2 gennaio il presidio davanti alla portineria C e nei giorni scorsi ha incontrato anche il prefetto di Taranto, Paola Dessì. Inviato anche un documento ai ministri Salvini, Urso e Fitto dove si evidenzia che le regole dell’autotrasporto prevedono il saldo fatture a 60 giorni. E invece qui si è ben oltre. Ma anche le imprese metalmeccaniche sono pagate a 180-200 giorni e loro stesse, come confermato da Aigi, hanno fatto tempo addietro un accordo con Acciaierie che prevede questa tempistica “dilatata”.

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