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Riforma delle intercettazioni, il dibattito sugli emendamenti entra nel vivo

AGI – Intramontabile. È così che resta, nel dibattito politico sulla giustizia, il tema delle intercettazioni che, riconosciute strumento essenziale per le indagini, di legislatura in legislatura, sono oggetto di richieste di modifica. Se ne dibatte anche nella riforma Nordio all’esame della commissione Giustizia del Senato che proseguirà martedì 16 gennaio con il voto sugli emendamenti. Una quarantina ancora al vaglio con la maggioranza che punta a chiudere l’esame del ddl per l’Aula entro la settimana che viene e l’opposizione che insorge.

Un nuovo “assist” ai “colletti bianchi”: la maggioranza fa di tutto “per rendere difficili le indagini sui reati associativi che vanno dalla mafia alla corruzione anche nella Pubblica amministrazione, consentendo la possibilità ai colletti bianchi di farla franca” sottolinea l’ex procuratore Antimafia Roberto Scarpinato, bocciando la stretta sulle intercettazioni della commissione, che cancella dal fascicolo processuale i dati dei non indagati che risultino captati nelle intercettazioni predisposte dagli inquirenti.

Da affrontare ci sarà l’emendamento sugli ‘ascolti’ delle conversazioni fra indagato e difensore, a cui il governo ha dato parere favorevole. Nel testo dell’azzurro Pierantonio Zanettin si prevede: “È vietata l’acquisizione di ogni forma di comunicazione, anche diversa dalla corrispondenza, intercorsa tra l’imputato e il proprio difensore, salvo che l’autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato”.

Non solo: ci sarà stop immediato alle intercettazioni se la conversazione o la comunicazione rientri tra quelle vietate, anche se non è più contemplata la “distruzione” del brogliaccio. Il ddl Nordio “fa delle scelte importanti rispetto al programma della maggioranza. Dal punto di visto politico è un provvedimento importante, dal punto di vista tecnico credo abbia fatto fare un passo avanti”, ha affermato la presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno. “La Lega ha votato convintamente l’abolizione dell’abuso d’ufficio. Nello stesso momento ha un accordo con la maggioranza, che io personalmente ho fatto con il ministro Nordio, su quello che accadrà a valle. Cioè una volta abolito l’abuso d’ufficio è giusta una revisione di tutti i reati controla Pubblica amministrazione. Non voglio che ci siano vuoti di tutela”, ha aggiunto.

Quanto agli ‘ascolti’: “Chi parla di improvvisi black out informativi non ha letto il testo. Ci sono soprattutto delle norme volte a tutelare terzi soggetti che nulla hanno a che vedere con le indagini”. E proprio oggi è stato approvato un altro emendamento a firma Zanettin che modifica l’articolo 268 del codice penale per cui nei verbali non devono essere inseriti dati che “consentono di identificare soggetti diversi dalle parti”. A favore si sono espresse la maggioranza e Italia viva.

Altro fronte caldo che si aprirà sulla giustizia riguarda l’accesso al ruolo delle toghe: la commissione ha incardinato l’esame dei decreti attuativi della riforma Cartabia, relatore Pierantonio Zanettin (FI). Il senatore azzurro e la presidente della commissione, Giulia Bongiorno, si dicono a favore dell’inserimento nei decreti della norma che introduce i test attitudinali per i magistrati.

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