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Salvini: per Zaia ruolo in Ue, Tajani lancia Tosi in Veneto 

ùAGI –  “È stata messa una rosa di nomi sul tavolo, ma il Movimento 5 Stelle rimane sulla sua posizione”. Cosi’ ai giornalisti il coordinatore regionale dei Cinque Stelle, il deputato Arnaldo Lomuti, al termine della riunione del tavolo del centrosinistra lucano in vista delle Regionali del 21 e del 22 aprile che si è svolta a Potenza. “Abbiamo trovato un candidato civico che viene dal mondo della sanità e sulla sanità il governo Bardi ha un nervo scoperto. È un candidato che ha il nostro appoggio. Abbiamo anche pronte liste. Il Movimento 5 Stelle non cambia posizione”ha concluso Lomuti. 

 

Matteo Salvini spera ancora che Luca Zaia possa candidarsi alle europee. Il segretario leghista da tempo ha chiesto ai governatori più popolari di scendere in campo in vista della consultazione dell’8-9 giugno. Ma, nelle riunioni del consiglio federale, lo stesso Zaia, il lombardo Attilio Fontana e il friulano Massimiliano Fedriga hanno mostrato scetticismo davanti a questa proposta del segretario, obiettando che una loro candidatura di bandiera non sarebbe compresa dagli elettori anche perché toglierebbe tempo all’amministrazione delle rispettive Regioni.

 

Dopo la bocciatura dell’emendamento leghista sul terzo mandato dei governatori, che blocca la ricandidatura di Zaia alle regionali dell’anno prossimo, quindi, Salvini sembra tornare in pressing sull’inquilino di Palazzo Balbi, evocando per lui un imprecisato ruolo in Europa. Non è escluso che il capo della Lega ambisca, per Zaia, a un ruolo di maggiore prestigio, come il commissario europeo, magari all’Agricoltura. Anche se appare veramente difficile che il partito di Giorgia Meloni possa rinunciare a indicare un proprio esponente nel prossimo esecutivo Ue, a maggior ragione se la presidente sarà nuovamente Ursula von der Leyen che i leghisti hanno chiarito che mai sosterranno mentre la premier si’.

 

Mi piacerebbe che Zaia “fosse rieletto in Veneto” ma, se ciò non accadrà, “io un’idea ce l’ho”, scandisce Salvini, da Padova, dove si trova per il tour sulle infrastrutture ‘L’Italia dei si”, proprio insieme al governatore veneto. “Zaia – continua il capo di via Bellerio, assicurando che il Veneto continuerà a “guida leghista” anche nel 2025 – potrebbe fare tutto quello che vuole. Ovviamente lui ama il Veneto. Se portiamo a casa l’autonomia, le Olimpiadi, le ristrutturazioni e altri progetti suoi e della Regione, visto che nei prossimi anni molte iniziative passano per l’Europa, diciamo che sarebbe utile un difensore del Veneto in terra d’Europa”. Netta la risposta del ‘dogè leghista.

 

“Sono concentrato a lavorare per i veneti, mi aspettano anni di attività, al mio futuro penso io. Non ho l’ansia del terzo mandato, e non perdo il sonno per questo”, taglia corto Zaia, che sul limite del doppio mandato ai governatori aggiunge: “Il Parlamento è sovrano e deciderà se continuare a bloccare il mandato a sindaci e governatori e garantirlo invece a tutti gli altri”. Ma, anche sul tema del terzo mandato, Salvini si mostra più arrendevole di altre occasioni. “Se gli altri hanno detto di no, è chiaro che da soli non ce la possiamo fare”, afferma con riferimento alla bocciatura in Parlamento alla proposta leghista, osteggiata anche dagli altri partiti di maggioranza. “Abbiamo fatto tutto il possibile. Se il 90% dei partiti è contro … È da mesi che proponiamo il terzo mandato, nelle commissioni, alla Camera e in Senato. La Lega ha votato da sola perchè il Pd, FdI, FI e M5s hanno votato contro. E siccome in democrazia vincono i numeri …”.

 

Il segretario leghista poi tiene a precisare di avere un ottimo rapporto di “totale sintonia” con Meloni, con la quale dice di aver “messaggiato” anche in mattinata. A chi gli chiede del rischio di “debacle” della Lega alle prossime elezioni europee, Salvini risponde: “Parliamo di cose belle. La Lega crescerà”. E nega l’esistenza di fronde interne nella Lega. “è un attacco giornalistico”, sostiene. Salvini parla a Padova, mentre l’altro vice premier, l’azzurro Antonio Tajani, da Verona, lancia la sfida alla Lega, ormai sorpassata da FI alle regionali in Abruzzo, proponendo la candidatura dello storico avversario di Zaia, l’ex leghista (espulso nel 2015) Flavio Tosi.

 

“Abbiamo un partito forte, una rete organizzativa molto efficiente. Abbiamo anche un leader regionale che può essere benissimo candidato alla presidenza della Regione, mi riferisco a Flavio Tosi”, afferma Tajani. “Vedremo, ne parleremo. Si discuterà, ci metteremo attorno a un tavolo. Noi abbiamo le nostre carte da giocare, con grande rispetto degli alleati. Ma il rispetto che noi abbiamo nei confronti degli altri, deve essere lo stesso rispetto riservato a noi”, continua, ribadendo il ‘no’ di FI al terzo mandato dei governatori “per evitare concentrazioni di potere”.

 

“Salvini non ha nulla da temere, soprattutto da Forza Italia – precisa poi Tajani -. Anche in Abruzzo il risultato della Lega non è stato un risultato negativo. Forza Italia è andata molto bene, ma io non voglio andare a rubare voti a destra di Forza Italia”. Il primo partito ad ambire alla guida del Veneto sarebbe in realtà Fratelli d’Italia, a secco di governatori nelle Regioni del Nord. Ogni discorso sulle candidature alle regionali del prossimo anno è rinviato a dopo le europee, e sarà valutato anche in base ai rapporti di forza tra i partiti che emergeranno dal voto. Piu che alle regionali del 2025, in realtà, sembra che nel partito di Tajani si stia valutando una candidatura di Tosi, eletto con FI alla Camera, nella circoscrizione Nord Est proprio alle europee. Una eventuale candidatura di Tosi in Veneto verrebbe vista come una provocazione dalle truppe leghiste e da Zaia, che a quel punto forse potrebbero davvero organizzare una contro-candidatura avversa a FI e FdI, se lo appoggiassero.

 

Oltre a mostrare apparente arrendevolezza sul terzo mandato ai governatori, Salvini, infine, sembra non avere troppa fretta su un altro tema-bandiera del leghismo, il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata. “L’autonomia farà bene a tutta Italia, non solo ai veneti e ai lombardi che l’hanno chiesta e, quindi, noi porteremo a casa nei tempi previsti l’autonomia che serve al Paese. Prima o dopo le europee? Il prima possibile. L’autonomia sarà una riforma epocale per i prossimi cento anni, quindi se arriva il 6 giugno o il 16 giugno l’importante è che arrivi e su questo la maggioranza è compatta”. Le dichiarazioni di Salvini su Zaia sono lette come una pietra tombale sul futuro del governatore dalle opposizioni.

 

“Zaia spedito in Europa a fare il difensore del Veneto? Povero Zaia, se questo è il futuro che gli riserva Salvini – commenta la capogruppo di Alleanza Verdi e sinistra alla Camera Luana Zanella – Salvini parla del Veneto come una terra di conquista, in realtà fa cosi’ in ogni luogo, ha una tendenza a cannibalizzare cio’ che tocca, da Cortina con la pista da bob a Messina con l’assurdo ponte”. “Oggi, a Padova, Matteo Salvini ha definitivamente archiviato l’ipotesi di terzo, o meglio quarto mandato da presidente di Regione, per Luca Zaia”, sostiene la capogruppo dem in Consiglio regionale del Veneto, Vanessa Camani.

 

“Una pietra tombale – prosegue – camuffata dal riconoscimento, quasi rassegnato, che in democrazia vincono i numeri. Ma la democrazia di cui parla Salvini non sta solo nei numeri bensi’ nel fatto che con la bocciatura secca della proposta della Lega si è affermato un principio di alternanza e di non concentrazione del potere per un periodo lunghissimo a una sola persona”. Intanto, la Lega ha ufficializzato, con un messaggio inviato ai parlamentari, l’evento organizzato dal gruppo a Strasburgo ‘Identità e democrazia. Del tutto simile a quello che si è tenuto a Firenze il 3 dicembre, il convegno si intitola ‘Venti di cambiamento, verso un’Europa di cooperazionè ed è in programma il 23 marzo agli Studios romani di via Tiburtina.

 

Invitati tutti i partiti che aderiscono a Id, ovvero il Rassemblement National di Marine Le Pen, i tedeschi di Alternative fur Deutschland, l’Fpo ustriaco, i fiamminghi del Vlaams Belang, i conservatori estoni, il partito popolare danese, Libertà e democrazia diretta del ceco Tomio Okamura, e il Partito per la libertà dell’olandese Geerts Wilders. Ancora la segreteria leghista non ha conferme certe sulle presenze dei leader. Ma non sarebbe in programma una partecipazione di Le Pen: dovrebbe arrivare Jordan Bardella in sua vece, come già successo nel capoluogo toscano. Eventi analoghi, organizzati dalla Lega per Id, dovrebbero tenersi nei prossimi mesi anche a Milano e Bari. 

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