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Sardegna: l’outsider Lucia Chessa torna in cattedra dopo l’1%

AGI – Non è mai stata in corsa per la vittoria alle elezioni regionali del 25 febbraio scorso in Sardegna. L’outsider Lucia Chessa, candidata presidente e quarta classificata con l’1% (pari a oltre 7.100 voti), era consapevole che la sua lista Sardigna R-esiste difficilmente avrebbe trovato posto nel nuovo Consiglio regionale, data la legge statutaria elettorale che con lo sbarramento del 5% taglia fuori le forse politiche più piccole e meno strutturate. La sua lista chiude con ancora meno voti di Chessa, poco più di 4 mila, cioè lo 0,6%. E la candidata presidente, insegnante a singhiozzo per tutta la campagna elettorale, ritorna a tempo pieno in cattedra nel suo liceo a Siniscola (Nuoro). “A differenza degli altri”, aveva spiegato Chessa in una tribuna elettorale, “sono una candidata a mezzo servizio, vado a lavorare ogni mattina come fanno tutti. Posso contare per la mia campagna elettorale, solo su tre permessi retribuiti e sei ferie a discrezione del dirigente scolastico, oltre ai fine settimana. Ho pensato all’aspettativa non retribuita, ma è pure senza contributi previdenziali. Tutto posso dare a questa candidatura ma non rischiare di fare un anno di lavoro in piu'”. “Oggi si torna stabilmente a scuola. 12 giorni tra ferie, permessi e funzioni di rappresentante di lista in un seggio mi sono sembrati tantissimi”, scrive la segretaria dei Rossomori (nati da una costola del Psd’Az contraria alla svolta a destra del partito) sul suo diario di Fb, su cui ha pubblicato continui aggiornamenti durante le settimane di impegno elettorale. “Qualche volta ho anche avuto il pensiero di ciò che stavo togliendo ai miei studenti ma lo allontanavo perchè era sbagliato. Ora riprenderò con loro il filo del mio lavoro sui temi del Rinascimento Italiano, dell’età Napoleonica in Europa, della rivoluzione che ha dato vita agli Stati Uniti d’America”. “Può darsi che qualcuno non ci creda ma a me non dispiace”, prosegue Chessa. “Chi è andato in Consiglio regionale ha davanti a sè un compito molto gravoso: rimettere in piedi questa terra restituendogli molto maltolto. Spero proprio non dimentichino la legge elettorale, sia quelli che ne hanno pagato le conseguenze, sia quelli che grazie ad essa sono in Consiglio regionale, sia quelli che l’hanno votata e poi disconoscuta vergognandosene anche loro, sia quelli che non l’hanno modificata per convenienza e poi hanno avanzato le scuse più fantasiose. Spero che Alessandra Todde sia garante di questo percorso necessario. Non sufficiente ma necessario e sul quale Sardigna R-esiste terra’ accesso un faro”. 

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