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Schlein duella con Meloni in attesa dello ‘start’ delle europee

AGI – Il duello ingaggiato con Giorgia Meloni serve ad Elly Schlein per posizionarsi ai blocchi di partenza delle elezioni europee. Se la segretaria prenderà parte alla competizione contro la premier è ancora tutto da vedere, ma intanto la leader dem prepara il terreno. Chi, dall’interno del partito, osserva le mosse della segretaria si dice certo che la tentazione di candidarsi ci sia. Ma vanno valutati i pro e i contro.

Tra i primi, c’è sicuramente la possibilità di Schlein di blindare il ruolo di anti Meloni all’interno delle opposizioni. Un ruolo che anche Romano Prodi gli ha riconosciuto nel corso della due giorni dei Tiburtina Studios e che, dicono dal Pd, gli spetta per i numeri che vedono il Pd primo partito dell’alternativa al governo Meloni.

I contro: Meloni potrebbe prendere molti più voti della segretaria e questo potrebbe mettere Schlein in difficoltà nel partito. E poi ci sono le donne del partito, o alcune di esse, a storcere la bocca. Se Schlein dovesse candidarsi in due o tre circoscrizioni, toglierebbe posti alle dem in lizza per un tandem con un esponente di spicco in predicato di candidarsi, ad esempio Dario Nardella o Nicola Zingaretti.

Più difficile che Schlein scelga di candidarsi in tutte le circoscrizioni: non fa parte della cultura dem, spiega una fonte parlamentare, è più stile Silvio Berlusconi. Certo, la candidatura della leader come capolista in tutti i collegi aiuta il voto per il partito, ma la composizione delle liste elettorali promette già di essere un ‘sudokù per abili solutori e sconsiglia di complicare ulteriormente il quadro. In ogni caso, la polarizzazione dello scontro con Meloni e l’endorsement di Romano Prodi, ragionano alti dirigenti dem, hanno un doppio significato: hanno messo Elly Schlein saldamente in campo per competere per Palazzo Chigi e tagliano fuori dal ring Giuseppe Conte. 

Ai dem non è sfuggita la “reazione sferzante” di Conte in conferenza stampa: “Mi auguro che Elly Schlein sia la federatrice, si’, una grande federatrice delle correnti del partito Democratico, che ne ha proprio bisogno di fare chiarezza al proprio interno sui vari passaggi. Con Schlein lavoro bene. Per quanto riguarda il M5s non abbiamo bisogno di un federatore”, attacca l’ex premier. Di fronte a questo affondo, la linea dem è quella di volare alto e non lasciarsi trascinare sul terreno delle faide interne all’opposizione.

“Siamo impegnati a contrastare Meloni e il suo governo non rispondiamo agli attacchi di Giuseppe Conte. Da Schlein non sono arrivate mai parole contro le opposizioni, ma si è sempre occupata di trovare un terreno comune, ha scommesso sui temi, come fatto sul salario minimo avendo lei la responsabilità di guardare il primo partito di opposizione”. Dalle premesse, dunque, una candidatura sarebbe nell’ordine delle cose. Schlein lo può fare, viene ribadito da fonti parlamentari del Pd, sicuramente sta valutando questa possibilità. Per altri, la segretaria è “fortemente tentata”.

Un indizio è anche il viaggio per l’Italia in sei tappe, annunciato durante la due giorni dei Tiburtina Studios. Il forum, visto sotto la lente delle future candidature, è appare come una sorta di ‘talent’ o di europrimarie. La presenza di Rosi Bindi, ad esempio, potrebbe essere letta come un ‘segnalè lanciato alla componente dei popolari che, giorni fa, si sono riuniti per discutere del loro ruolo nel Pd e più in generale nella politica italiana.

Altro nome di spicco a fortissima impronta europeista è quello di Federica Mogherini. Ma non è sfuggita ai partecipanti anche la presenza di esponenti che non ce l’hanno fatta a entrare in parlamento alle elezioni politiche, come Alessia Morani, Giuditta Pini ed Emanuele Fiano.

C’è poi la cerchia dei giovani relatori, o ‘rapporteur’ per dirla con Schlein, come Laura Sparavigna, giovanissima consigliera comunale di Firenze. A questo, tuttavia, occorre aggiungere la ‘quotà civile che Schlein vuole fare entrare nelle liste.

Prodi, sabato dal palco, è statao chiaro: “Non usate le liste come premio di consolazione“. Alrettanto chiara è stata la segretaria: “Dobbiamo essere in grado di scegliere chi meglio può rappresentare le idee che sono emerse in questi due giorni con liste aperte che mirano a rappresentare la società che abbiamo intorno a noi”, ha detto Schlein nella relazione all’assemblea che ha chiuso l’appuntamento degli Studios: “Apriamoci e non accontentiamoci di noi stessi, non le viviamo come premio di consolazione, strumento di rivalsa o di conta interna”.

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