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Senza cioccolata a Capodanno? Anche in Svizzera il caro cacao preoccupa  

GI – Cacao quanto mi costi! Vuoi per il cambiamento climatico, vuoi per le tensioni internazionali che attraversano i principali paesi produttori, il prezzo del cacao (al pari di altre materia prime pregiate) è diventato sempre più caro nel 2023 e lo sarà ancor di più – secondo gli addetti al settore – nei prossimi cinque mesi.

Dopo l’allarme lanciato da Torino, patria del Gianduiotto, sulla scia del rapporto Cacao Insights 2024 di RedMarketing, agenzia specializzata in comunicazione e marketing del comparto dolciario, anche la Svizzera, primo produttore mondiale di cioccolato, ha detto la sua sugli aumenti vertiginosi della materia prima. A esprimere preoccupazione, secondo quanto riportato dalla radio tv svizzera Rsi, è niente meno che Patrik König, proprietario e fondatore a Lucerna del celebre marchio di cioccolata artigianale di lusso Max Chocolatier.

“A gennaio dovremo aumentare i nostri prezzi, in media del 7-8%, un incremento comunque inferiore a quello del prezzo del cacao”, ha affermato König ai microfoni dell’emittente.

I dati degli ultimi mesi puntano il dito contro fattori globali e cambiamenti climatici che hanno provocato pesanti perdite di raccolto in Costa d’Avorio e Ghana, due dei principali produttori mondiali  insieme a Camerun, Nigeria, Equador. Motivo per cui dallo scorso gennaio, il prezzo per la materia prima è ‘lievitato’ quasi del 70% secondo i rapporti di fine anno. Colpa delle piogge torrenziali che si sono abbattute in Costa d’Avorio, seguite da lunghi mesi di siccità che hanno irrimediabilmente danneggiato le coltivazioni.

Un aumento – spiega König – che ancora si riflette solo in parte sul prezzo di vendita perché insieme al prezzo della materia prima è aumentato anche il costo della manodopera. Di conseguenza, ancora (forse perché siamo in piena stagione natalizia) “non possiamo aumentare il prezzo di molto”.

Il rapporto Cacao Insights 2024 prevede un ulteriore aumento dei prezzi del cacao nel breve termine, con un potenziale picco di 4.300 dollari (oltre 3.400 euro/tonnellata) per tonnellata sulla base dei dati elaborati da Redmarketing con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Sembra di capire che gli svizzeri non dovranno rinunciare al loro simbolo nazionale e al brindisi di fine anno con le famose “bolle” di cioccolato al calice firmate da Max. Ma riuscirà, se i prezzi continueranno ad aumentare, a restare il protagonista indiscusso delle nostre feste?

 

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