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Tentano di rapinare due volte il senatore “così li ho messi in fuga”

AGI – “La sicurezza è fatta di tanti elementi e nel dl Caivano non abbiamo visto elementi di futuro, ma solo repressione. Che va bene, ma non possiamo accontentarci di questo”. A dirlo, raccontando all’AGI la sua ‘disavventura’ di ritorno dalla missione della Commissione antimafia a Caivano e Nisida, il senatore Luigi Nave (M5s). Lunedì scorso, Nave, era a bordo della sua auto, “una Mercedes ma vecchia di sette anni”, precisa, in viaggio da Nisida verso Villaricca dove risiede, ed è stato due volte bersaglio di un tentativo di rapina, minacciato in entrambi casi con una pistola, da due diverse batterie di rapinatori.

“Mi ha lasciato interdetto essere vittima di criminali due volte a breve distanza di tempo e soprattutto alla fine della giornata di missione antimafia – sottolinea – la prima volta mentre transitavo lungo la ‘perimetrale’ all’altezza di Sant’Antimo, la seconda sulla circumvallazione per Melito, con un traffico tale che eravamo tutti imbottigliati, tranne i rapinatori con lo scooter. Forse anche per questo nessuno è intervenuto né ha preso il numero di targa dei loro ciclomotori”. Quando ha raccontato ai carabinieri le tentate rapine il senatore si è sentito dire che loro le moto per muoversi agilmente sulla strada non l’hanno

“Mancano in organico 9 mila unità alle alla polizia e 11.000 ai carabinieri – spiega Nave – e in legge di bilancio c’è solo una quota per gli straordinari. Avere nuovo personale anziché immettere poche risorse per gente già stremata da turni impegnativi sarebbe meglio.

Non possiamo parlare di sicurezza se c’è in giro una sola auto per pattugliare il territorio o pochi soldi per il carburante“. Quanto al fatto che la sua tessera da senatore abbia messo in fuga tutte e due le volte i rapinatori, Nave precisa: “Non avevo nulla che potesse essere rapinato se non l’auto, che non volevano, e nel portatessere solo il mio bancomat. Così hanno visto la tessera del Senato e probabilmente hanno pensato che le indagini sarebbero state più capillari. Ma non posso non pensare che se hanno fermato me due volte nel giro di mezz’ora, c’erano tanti rapinatori in giro, e quante rapine abbiano potuto fare”.

“Infatti ho ricevuto poi molti messaggi da amici che mi dicono come questo accade praticamente sempre in quella zona, aggiunge. E conferma poi le critiche del MoVimento cinque stelle al dl Caivano. “Non possiamo accontentarci della repressione quando ci sono solo tre assistenti sociali in quella zona, così come tante altre periferie di Italia, e c’è molto poco per la scuola – elenca – inoltre i provvedimenti dovrebbe essere strutturali e non solo interventi di emergenza. Il governo si riempie la bocca, ma la sicurezza è fatta di tanto altro”. 

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