un-anno-di-governo,-i-provvedimenti-firmati-meloni

Un anno di governo, i provvedimenti firmati Meloni

AGI – Tra i leader mondiali nel Palazzo di Vetro o nel fango della Romagna alluvionata. Nel ‘cimitero dei barchini’ a Lampedusa o al G20. Emergenza e agenda programmatica vanno in tandem nel primo anno di Giorgia Meloni da presidente del Consiglio. L’underdog della politica, così si è definita la stessa premier, determinata “a cambiare il Paese” ha sin qui operato in un contesto interno e globale condizionato dalla coda della pandemia da Covid, dalla guerra in Ucraina, dalla fiammata dell’inflazione, da sbarchi senza sosta di migranti sulle coste italiane, solo per accennare ai dossier di maggior spicco.

Così il sostegno ai redditi più bassi per combattere il caro vita, con il taglio del cuneo fiscale, le misure per il lavoro e il contrasto alla criminalità, anche minorile, hanno catalizzato l’azione dell’esecutivo che si avvia alla boa dei primi dodici mesi, quando il partito del presidente del Consiglio celebra invece un anno dalla vittoria delle elezioni. In ‘viaggio’, a proposito dell’iter parlamentare, le riforme sull’Autonomia differenziata e sulla Giustizia (ddl Nordio) che prevede l’abolizione del reato di abuso di ufficio e un giro di vite sulle intercettazioni.

Procede anche il confronto sulle riforme costituzionali. La ministra Casellati lavora sull’elezione diretta del premier, assetto istituzionale con il quale pera’ resta acceso il confronto con l’opposizione. Se la prima legge di Bilancio (“realistica” e “prudente”) ha segnato una certa continuità con l’esecutivo Draghi – soprattutto in conseguenza dei tempi ristretti – la cesura con il Conte bis è stata sin da subito netta.

Smantellata, infatti, la misura ‘bandiera’ M5s, il Reddito di cittadinanza considerato dal centrodestra “una forma mascherata di assistenzialismo” e ridimensionato il Superbonus (“una voragine per i conti pubblici”, attacca il centrodestra). Altro provvedimento di spicco, la tassa sugli extraprofitti delle banche (norma inserita nel dl Asset ora in esame al Senato) nonostante i malumori degli istituti di credito, il parere contrario della Bce e anche qualche mal di pancia tra gli alleati di Forza Italia.

Nel decreto Caivano – ancora da convertire in legge dal Parlamento – si prevede una stretta sulle baby gang (daspo e arresti in flagranza) e il carcere per i genitori che non mandano i figli a scuola, oltre a risorse per riqualificare l’area del Parco Verde. Ma a tenere banco è ovviamente anche il dossier immigrazione. I pezzi di legno del caicco e i corpi che galleggiano in mare, le bare bianche ammassate nella chiesa di un piccolo paese della Calabria: la scossa è arrivata a fine febbraio. Sulla scia della strage di migranti – oltre 90 le vittime – a Steccato di Cutro, il Cdm ha varato una serie di misure contro l’immigrazione illegale. Il Dl Cutro – già convertito in legge – prevede, ad esempio, nuovi reati e pene maggiori per gli scafisti oltre a una stretta sulla protezione speciale.

Proprio la questione migranti – il confronto è aspro con le opposizioni che accusano il governo di avere seppellito l’accoglienza diffusa – al momento rimane, insieme al varo della nuova legge di Bilancio, tra i dossier principali del governo. Sia sul fronte della politica estera, con il tentativo della premier di coinvolgere l’Europa – con Francia e Germania che alternano chiusure e dialogo – e l’Onu nel frenare le partenze dai Paesi di origine, sul modello dell’accordo con la Tunisia, e sia a livello interno, con il piano per la costruzione di nuovi Cpr e l’allungamento dei tempi di trattenimento fino a 18 mesi (norme inserite nel decreto Sud).

In questi primi 12 mesi dall’affermazione nelle urne c’è anche l’alluvione di maggio che ha piegato la Romagna: quindici morti, oltre 30mila sfollati e aziende in ginocchio. Il governo ha varato un decreto ad hoc con le risorse per sostenere la ricostruzione, poi lo scontro tra centrodestra e Pd sulla nomina del commissario e le accuse di Bonaccini sui ritardi dei fondi destinati ai privati. Altra accelerazione sulla delega fiscale (“era attesa da 50 anni”, ha detto la premier) diventata legge a inizio agosto e ora entro 24 mesi ci saranno i decreti attuativi. La riforma fiscale, tra le altre cose, prevede la revisione graduale delle aliquote Irpef, che diventeranno tre, nella prospettiva della transizione verso l’aliquota unica.

Contrasto al caro energia (22 miliardi di euro) e politiche per il lavoro e misure pensionistiche (8,7 miliardi), sono sul podio nel totale degli stanziamenti previsti dalle disposizioni legislative dell’esecutivo per l’anno finanziario 2023, secondo quanto si legge nella terza relazione, aggiornata dal 30 giugno scorso, del Dipartimento per il Programma di governo di Palazzo Chigi. Manca poco ai 12 mesi dal primo Cdm operativo, dopo la ‘cerimonia della campanella’ tra Mario Draghi e Giorgia Meloni, quello che approvo’ il ‘decreto Rave’ con il giro di vite per i raduni illegali e la stretta sui benefici sull’ergastolo ostativo.

Una misura che ha segnato anche l’inizio, dal punto di vista del dibattito politico, di un acceso confronto tra il centrodestra e le opposizioni. Come le polemiche per il rinvio della discussione sul salario minimo, per l’abolizione del Reddito di cittadinanza o per la riforma della giustizia. Tra i principali provvedimenti del governo, fino a oggi, anche il nuovo Codice della strada con multe più’ salate (fino a 2.600 euro) per chi guida usando lo smartphone. La prossima sfida del governo si giocherà su crescita, sostegno a famiglie e lavoratori, e capacita’ di mettere a terra i fondi del Pnrr. Una partita non disgiunta dal dossier europeo sulla riforma del Patto di Stabilita’. “Il tempio della velocità diventa anche per noi fonte di ispirazione, perché’ anche noi abbiamo bisogno di correre di più per far correre la nazione”, ha detto Giorgia Meloni tra i box del Gran premio di Formula 1 a Monza.

Categorie